SANA NAVIGAZIONE DURANTE UN CAPPUCCINO

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LIBRI ALLA RINFUSA, MA CHE CLASSE AL CONFRONTO…

20 APRILE 2014 – Una città d’arte non può stare senza un angolo di libri. E, chiusa la libreria in Piazza XX Settembre, cerca di sopperire un caffè davanti all’Annunziata.

Rinnovato con l’arredo in legno di un maestro della tradizione di falegnameria degli Scipione, il bar ha un mucchio di libri su un tavolino, in una delle sale interne. Titoli in disordine, ma qualche argomento è fascinoso: per esempio un tomo più alto degli altri, con una copertina consumata, un po’ ardita, per illustrare i problemi di una stampa che perdeva lettori già quaranta anni fa, senza nessuna concorrenza del web. E’ un libro-inchiesta edito nel gennaio 1975, fatto di molti spunti. Ma incomincia bene, con una prefazione addirittura del presidente della Repubblica, l’avv. Giovanni Leone, che dal protocollo non usciva mai e che, quelle volte che parlò, affidò i suoi messaggi alle Camere, come dovrebbe fare esclusivamente un Capo dello Stato.

Uno subito si chiede come possa il processualista e costituzionalista (nel penale) derogare dal suo aplomb anche solo con la paginetta dopo il titolo. E infatti non derogò affatto, perchè c’è l’avvertenza che quelle frasi non sono state scritte per il libro, ma sono riprese da tre diversi interventi che, con il contagocce, il Presidente della Repubblica faceva in circostanze ufficiali. Si viveva meglio in quella Italia, anche subito dopo l’Italicus dell’agosto 1974, rispetto a questa nella quale ogni giorno si deve assistere ad un deragliamento dai principi costituzionali? Forse sì, non solo perchè Leone veniva a sciare a Roccaraso, quanto perchè non ci ammorbava con quello che piace all’Europa e che dobbiamo fare. Eppure era europeista, Leone, o quanto meno non aveva mai contrastato l’Europa dai banchi del Partito Comunista Italiano. E poi aveva una prosa cristallina; sapeva rischiare facendo le corna ai facinorosi che gli auguravano male. Non gli sono bastate ad affrontare il suo destino e questo lo rende più simpatico.

Dal tavolinetto del caffè escono altri personaggi e situazioni stantìe, corroborati però e valorizzati dal semplice raffronto con le mezze tacche odierne in fatto di giornalismo e di cultura. Saranno libri presi a peso da una bancarella dell’ultimo mercatino. Sono disomogenei, buoni solo ad accompagnare un cappuccino; ma sono anni luce più avanti in fatto di ordine concettuale rispetto alla navigazione sul desk.

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