SCOUTING DISPERATO

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LA MANO TESA DEI “PROTAGONISTI” VERSO LA DESTRA

7 OTTOBRE 2021 – Il candidato sindaco Andrea Gerosolimo ha lanciato un appello alla coalizione
della cosiddetta “Destra”, già guidata dall’avv. Vittorio Masci fino a lunedì scorso, per ottenere voti
al ballottaggio. Parla della necessità di evitare che la città cada in mano alle sinistre e, quindi, degli
“odiatori seriali”.

Ogni elettore che abbia votato la Lega, Forza Italia, Fratelli d’Italia dovrà valutare personalmente: la coalizione non è in
verità esistita in termini concreti e i brandelli che avevano resistito alle rivalità interne sono stati
travolti dalle polemiche per i deludentissimi risultati soprattutto tra Fratelli d’Italia, con un ridicolo
5,51% e Lega che non ha superato il 7,58%.

Prova ne sia che Fratelli d’Italia ha dichiarato che i
risultati della lista a Sulmona dovranno essere sottoposti ad approfondito esame. E su tutta la
congerie di rimproveri è stata posta una ciliegina da parte del candidato sindaco Masci, che nelle
dichiarazioni del dopo-voto ha voluto rimarcare che è mancata la risposta delle liste, perché lui per
conto suo sarebbe andato bene. Cospargere il sale sulle ferite è un po’ sadico, quasi più che
mettere l’aglio sulla testa del sulmonese più famoso.

Quindi, mentre la città tira un sospiro di sollievo per lo scampato pericolo di trovarsi sindaco il
Masci propugnatore dell’abbinata tra bulbi ortivi e Metamorfosi, a rispondere all’appello di
Gerosolimo dovranno essere gli elettori di Destra, quella costituita anche da sottoproletariato che
non ha interesse a difendere le scelte neoliberistiche di Draghi; oppure della Destra che si ispira a
solidarietà sociale che impone un trattamento di sopravvivenza per chi si trova ai margini ed ha
avuto un’ultima chance nel reddito di cittadinanza; oppure della Destra che si richiama a concetti
cristiani e, quindi, alla accoglienza e alla integrazione degli immigrati.
Cosa possono rispondere questi elettori ad un Andrea Gerosolimo che fino a qualche anno fa è
stato assessore regionale della giunta D’Alfonso è fin troppo facile prevedere. Pur di entrare
nell’esecutivo di quello che oggi è senatore del Pd (e che è stato eletto anche con i voti di
Gerosolimo al parlamento), Gerosolimo ha spernacchiato ogni contenuto di Destra. Mancava solo
che inneggiasse all’Internazionale pur di superare a sinistra D’Alfonso. E anche oggi non sembra
che abbia linee politiche diverse dalla moglie, Scoccia, consigliera regionale nella opposizione a
Marsilio; quindi chiede voti a coloro che alla Regione osteggia. Davvero un caso particolare; più
che di obiettivo di pacificazione, occorre richiamare il concetto del partito della pagnotta, noto
nelle campagne elettorali che si svolgevano senza ballottaggio e che, a guardare bene,
conservavano un qualche contenuto di eleganza, oppure di chiarezza. Ora siamo allo sbracamento
totale, del quale peraltro si erano avute avvisaglie anche nelle espressioni formali nell’ultimo
comizio di Gerosolimo al parco fluviale, con ammiccamenti a frasi dialettali e aggressioni volgari a
persone che lo avevano contrastato nelle settimane precedenti. Il tutto per far capire quale tipo di
pacificazione avrebbe perseguito in caso di vittoria.

L’errore che potrebbe compiere la coalizione di Movimento 5Stelle, Pd e altre liste minori sta nel sottovalutare l’offerta anomala del competitore alla “Destra”. Proprio perché composta anche da forze che in comune non hanno niente, se non un generico denominatore di egoismo, patriottismo di facciata
(basti pensare a cosa pensassero dell’Italia unita i leghisti quando si sono eretti a partito),
sovranismo (come se non partecipassero a manovre intessute all’hotel Metropol di Mosca, nel
nome di un globalismo effettivo), la coalizione che si è opposta a Liberamente Sulmona e Sulmona
Protagonista è percorsa da persone e gruppi molto attenti alle profferte materiali.

Da non sottovalutare anche un asse di feconda collaborazione tra il senatore del PD D’Alfonso e Andrea
Gerosolimo, che dovrà contribuire alla rielezione di D’Alfonso al parlamento. Non per niente
D’Alfonso, in un post sulle elezioni amministrative in Abruzzo, ha inneggiato a tutte le vittorie del
Pd, tranne che a quella del Pd a Sulmona. E la cosa non è sfuggita, dati anche i contorni che hanno
caratterizzato il trionfo del nuovo Pd rispetto a quello accarezzato da D’Alfonso con Di Masci e la
vecchia guardia espulsa dal circolo. Come non era sfuggito il fatto che D’Alfonso non ha messo
piede a Sulmona durante la campagna elettorale e questa assenza ha contribuito alla affermazione del partito proprio perché si è scissa la figura di D’Alfonso (con tutti i colpi bassi inferti alla Valle
Peligna durante i cinque anni di presidenza della Regione) da quella del circolo PD.
Quindi, da un lato, le insidie perché il messaggio lanciato alla “Destra” ottenga risultati ci sono tutte, al di là delle affermazioni (che certo non mancheranno dai vertici della coalizione di cosiddetta Destra) per respingere al mittente le profferte dei nuovi “Protagonisti” per Sulmona. C’è una corte di personaggi che pretendono di ottenere molto perchè pensano di valere molto e non si ritengono ridimensionati neppure da risultati molto deludenti per loro e per le loro cerchie di clientes. Su quelli si giocheranno le ultime ore di campagna elettorale. L’antidoto è costituito solo dai molti che, nella vera Destra, credono ancora nelle ragioni del rinnovamento, slegato da ogni logica di collusione per il potere fine a se stesso.

Dovranno prevalere le ragioni che hanno portato al rinnovamento dei modi di intendere la politica e va dato atto che il Pd ha svolto un lavoro ben superiore rispetto a quello di altre formazioni politiche consolidate.

Al di là di questi concetti-cardine ci sono le estemporanee uscite di contendenti feriti, che lasciano il tempo che trovano.

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