SE ALMENO I TRENI ARRIVASSERO ALLA STAZIONE TECNOLOGICA…

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SCONCERTANTE GUASTO TRA PESCARA E CHIETI. TRA RTI E TRENITALIA LA GARA A NON RIVENDICARE LE COLPE

20 DICEMBRE 2018 – Dopo l’avventura del treno fermo a Roma perchè una viaggiatrice senza biglietto non si decideva a scendere, un altro convoglio, stamane, ha tirato un brutto scherzo ai passeggeri; mezzo fuso il motore poco dopo Pescara da dove era partito, è arrivato arrancando alla stazione di Chieti. Qui un breve (ma… intenso) messaggio ai viaggiatori: il treno non proseguiva, ognuno pensasse per sè. Scene da paese africano (che è tale non per sua scelta, ma perchè sfruttato per centinaia di anni da Belgio, Francia, Inghilterra e Germania), per giunta in una gelida mattina di dicembre.

Non soltanto un tram, ma addirittura un treno chiamato desiderio

Ora non si sa chi vorrà contendersi la responsabilità di questa carnevalata: se Rete Ferroviaria Italiana, che architetta con la Regione improbabili passaggi ad ovest della stazione di Sulmona (bretella di Santa Rufina), ma dota la stessa stazione di (modesti) miglioramenti tecnologici e suona la grancassa per il taglio del nastro inaugurale; oppure di Trenitalia, che non riesce a far scorrere sui binari treni che impieghino meno delle due ore che impiega un autobus sulle pur scassatissime autostrade per Roma; anzi ha solo treni che impiegano più di quello che impiegavano 50 anni fa.

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