ALMENO UN PIZZICO DI SANA POLITICA E’ ATTESO NEL PRIMO GIORNO DA SINDACO NEL CONSIGLIO COMUNALE – NON SI SENTE A DISAGIO SE E’ SOSTENUTO DA UN PARTITO CHE DAL GOVERNO NAZIONALE ARMA ISRAELE E I SUOI ATTI DI TERRORISMO SULL’IRAN?
13 GIUGNO 2025 – Si avvertirà sana nostalgia degli ordini del giorno sul Vietnam, domani mattina al Consiglio comunale di Sulmona. Erano proposti dal Pci, con Carlo Autiero in testa, e marcati stretti da Italo Fallavollita, del Movimento Sociale, che, poco prima che si concludesse il quinquennio tra il 1970 e il 1975, l’ultimo della sindacatura di Paolo Di Bartolomeo, si avvicinava a Giovanni Autiero, del Partito Liberale affinchè venissero respinti.
Erano considerati fuori contesto, perché un’assise comunale non poteva deliberare sulla politica estera. E poi, in realtà, erano tutti uguali, quindi per un motivo in più inutili. Ma anche quella era politica: erano atti di volontà che denotavano una passione, un modo, anche, di vivere nel consiglio comunale come se si avesse una finestra aperta sul mondo. Poi, a dirla tutta, l’azione organica del Pci era tale che tutta l’Italia all’unisono deliberava sul Vietnam e non si levava, quindi, una voce solitaria.
Prive delle impostazioni ideologiche, le forze politiche della campagna elettorale appena conclusa non proveranno neppure ad assumere un deliberato sull’azione di guerra che Israele ha compiuto la notte scorsa in territorio sottoposto alla sovranità dell’Iran, senza dichiarare guerra e senza che gli fosse stata dichiarata: un atto di autentico terrorismo, che del resto è in perfetta linea con il genocidio in atto sulla striscia di Gaza. Sono stati uccisi a decine scienziati, uomini politici, cittadini. Si è, così, determinato un “casus belli” che potrebbe ben dare origine ad un conflitto esteso e forse irreversibile, né più, né meno quello che è accaduto nel corso del XX secolo. O, forse, finirà nel nulla perchè l’Iran non ha armi e uomini per difendere il suo territorio; e questa constatazione non farà che aumentare il tasso di barbarie degli israeliani.
Il sindaco, nel momento nel quale dovrà sedersi sullo scanno più alto della politica cittadina, non potrà non considerare che il principale partito della coalizione che lo ha designato è lo stesso che concorre a fornire armi e sostegni allo Stato di Israele e può trascinare l’Italia in una catastrofe nella quale l’ha trascinata il regime fascista 85 anni fa. In più, i “liberatori” americani, che distrussero le città italiane, compresa Sulmona, apprezzano la pirateria compiuta da Israele e la definiscono “eccellente”.
Si può essere sindaco senza dire nulla al riguardo?






