UN LIBRO DI FANTAPOLITICA E LA REALTA’ CHE SUPERA LA FANTASIA – LE PERCENTUALI DELL’ULTIMA CONSULTAZIONE E I CAPRICCI DEGLI ELETTI
15 GIUGNO 2025 – Le ore e i giorni della formazione della giunta comunale si sono caratterizzati per la divulgazione delle più recondite prese di posizione di partiti e personaggi politici. Ogni sospiro è stato registrato con puntualità dagli organi di informazione; ogni ipotesi è stata battuta. In genere i piccoli spostamenti sono stati ingranditi, le dissonanze pure sono finite al microscopio.
Un po’ troppo, per quello che è stato l’interesse della cittadinanza all’evento elettorale.
Non guasta, in questa ambientazione “post politica”, leggere “2027 Fuga dalla democrazia”, di Sergio Rizzo (nella foto del titolo): un divertissement su quello che potrebbe accadere da qui alle prossime elezioni politiche, che in sostanza non ci saranno per il disinteresse degli Italiani alle urne. Rizzo si mette direttamente in relazione con Saramago, che a proposito dell’astensionismo di massa ha scritto pagine fondamentali. Passa alla fantapolitica dopo aver scritto di una realtà molto concreta (“La casta”, insieme a Gian Antonio Stella e “Io so’ io. Come i politici sono tornati a essere intoccabili”). Ma, scrivendo di fantapolitica, resta molto vicino alla realtà e sembra che formuli delle previsioni a breve termine. Si concede un altro divertimento, questa volta in lingua italiana: ricalca situazioni e personaggi del suo libro dalle vicende e dai profili reali, al punto che, cambiando i nomi della sua narrazione, sembra quasi che conduca per mano il lettore a ricordare i passaggi della realtà recente. “Quindi – è portato a credere il lettore nelle ultime pagine – se non ha inventato nulla delle performance di presidente del Consiglio dei Ministri, di Presidente del Senato, del complottismo sbandierato dall’attuale governo, del giornalismo segnato da cordate di affarismo, può darsi che preveda con precisione quello che accadrà prima del 2027”.
Il dato di fatto che non si può contestare nella narrazione fantapolitica è la base di partenza: i seggi vuoti, le schede che si possono contare in dieci minuti, tanto sono poche, la carenza di rappresentatività degli eletti.
Su questo, forse, si dovrebbe concentrare l’attenzione della opinione pubblica, di quella più matura a avvertita, che non si ferma a considerare l’allusione di un capo-corrente, il sopracciglio inarcato di un pischello appena eletto con varie centinaia di voti e peraltro sconosciuto a tutti (buttato lì tanto per “contarsi” e diventato senatore come il cavallo di Caligola). Alle ultime elezioni amministrative di Sulmona ha votato il 59% degli aventi diritto, in ulteriore discesa rispetto al 63% di quattro anni fa. E agli ultimi referendum la presidente del Consiglio ha ostentato la decisione di andare al seggio senza ritirare le schede. Saramago aveva visto bene e Rizzo ha tradotto in ambientazione italiana i temi dell’autore di una “Cecità” tutta politica.
Le mutazioni di umore e i capricci di consiglieri e dirigenti di partito dovrebbero cedere il passo, nell’analisi politica, al giudizio sulle cose realmente fatte o su quelle che appaiono possibili, affinchè la cura del bene pubblico sia credibile e non sia, quella sì, fantapolitica ed esercizio di vanaglorioso guardarsi allo specchio, preferibilmente a distanza dagli elettori.
SERGIO RIZZO, 2027 Fuga dalla democrazia, Solferino, 2025, pagine 211, euro 15,50.






