REPLICA DI BENEDETTI ALLA SFURIATA DOPO L’ESPULSIONE
29 GENNAIO 2020 – Il Partito Democratico non desiste dalla decisione di espellere Bruno Di Masci e anzi, in un comunicato del presidente della Commissione di garanzia regionale, Carlo Benedetti, fa anche capire che, se chiede scusa, Di Masci potrebbe pure sperare di rientrare. Infatti, nel concludere il suo comunicato, Benedetti ribadisce “la disponibilità della Commissione a valutare ed esaminare ogni istanza anche di chiarimento nello spirito di collaborazione, rispetto e stima che deve permeare la vita e i rapporti all’interno del Pd. Informo inoltre il consigliere Bruno Di Masci che ogni decisione viene presa in autonomia dalla Commissione regionale di garanzia e non dal segretario provinciale o dal commissario locale: è previsto dal Regolamento. Il nostro impegno al ripristino delle regole nel Pd vale per tutti, anche per Bruno Di Masci”.
Del resto, la posizione dell’espulso era stata vagliata in base a “verbali, documenti e il carteggio intercorso tra la Commissione di Garanzia e la presidenza del Consiglio comunale di Sulmona, presi in esame dalla commissione regionale” e a questo punto il riferimento è all’uso del nome del partito all’interno del Consiglio comunale proprio dopo che Di Masci si era discostato dall’orientamento “dem” e non aveva fatto mancare l’appoggio ad una giunta e a una sindaca che aveva sostenuto nelle “regionali” dell’anno scorso la posizione della moglie di Andrea Gerosolimo allineata alla Lega e al “centro-destra”. La decisione della Commissione regionale è anche da mettere in rapporto “con le divergenze e i gravi problemi provocati al circolo di Sulmona e all’immagine del Pd” e, se vuole, Di Masci può esercitare “ogni azione prevista dal Regolamento per impugnare correttamente il provvedimento della Commissione regionale, se esistente nei termini riferiti da Di Masci, innanzi alla Commissione nazionale di garanzia”.






