SE I TECNICI SPENGONO LE ASPETTATIVE DEI POLITICI

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L’ABUSATO RICORSO AI PROFESSIONISTI PUO’ RISOLVERSI IN UNA MINA VACANTE PER GLI INTERESSI DI CAMARILLE – LA LIBERTA’ DI GIUDIZIO CHE VIENE DALLA INDIPENDENZA DAI GIOCHI ELETTORALI

14 APRILE 2024 – Non si fa attendere la valutazione del Dott. Maurizio Proietti sulla notizia dell’iscrizione di un nuovo fascicolo in Procura della Repubblica per reati attinenti alla gestione dell’impianto del “Cogesa”. Ne aveva fatto oggetto di un ordine del giorno e subito dopo l’assessore Sergio Berardi ne aveva doverosamente informato i giudici penali.

“Come avevo intuito nonostante il processo penale pendente – scrive il dott. Maurizio Proietti -, non era stato fatto nulla per migliorare le condizioni dell’impianto della società Cogesa e risparmiare ai cittadini non solo i miasmi, ma anche i rischi per la salute. Ringrazio perciò l’architetto Berardi che come assessore all’ambiente ha immediatamente informato la procura senza alcun tentennamento dopo la presentazione del mio ordine del giorno in proposito. Se emergeranno delle responsabilità avremo la riprova che la gestione Cogesa, vista la crisi conclamata, è carente sia sotto il profilo tecnico sia aziendale. Da medico ISDE (medici per l’ambiente), ma soprattutto da consigliere comunale continuerò a fare quanto in mio potere per evidenziare i rischi alla salute cui i cittadini sono esposti e a pretendere una corretta gestione del trattamento dei rifiuti”.

Ha, dunque, sbagliato l’assessore Elio Accardo a sbattere la porta per tutto quanto non gli andava giù di questa giunta. Di fronte ad una gestione quanto meno arrogante della cosa pubblica, fondata sul rattoppo numerico per conservare una maggioranza, un “tecnico” ha anche la responsabilità di raccontare quello che gli impedisce di svolgere il servizio per il quale è stato chiamato (e strumentalizzato). Così, quasi certamente l’arch. Berardi, preso alla sprovvista sulla questione degli apparati amministrativi che confondono le acque con risposte elusive, non appena avrà studiato le carte e si sarà reso conto del punto nel quale sono state bloccate quando, invece, dovevano essere mostrate al cittadino Mario Pizzola, racconterà ancora alla Procura della Repubblica che si viene meno alla regola prevista da una legge dello Stato.

Se tecnici sono stati chiamati, da tecnici si debbono comportare: non solo perchè questo è stato l’impegno solennemente proclamato, ma anche perchè non debbono rispondere alle clientele elettorali e possono non temere nulla dalla delusione che nei loro confronti potrebbero avere i “grandi elettori” che in genere muovono risorse e uomini. Sarà anche un buon metodo per evitare che in futuro i politici si avventurino a chiamare professionisti per darsi un tono aureo, scaricandoli non appena non siano più funzionali agli scopi. E sarà anche un’occasione affinchè professionisti riconosciuti, datisi alla politica senza dimenticare di essere anche tecnici, come il dott. Maurizio Proietti, possano contare su un riscontro che non sia viziato dalle esigenze delle camarille finalizzate a interessi di bottega, per segnare la differenza con i consiglieri pret à porter.

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