LA VERA BARACCA E’ IL COMUNE

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SCONCERTANTE ATTEGGIAMENTO DEGLI UFFICI CHE RISPONDONO CON NOTE SENZA PROTOCOLLO E CITANDO SENTENZE SUPERATE DALLA LEGGE DEL 2013 – COSA C’E’ DIETRO?

11 APRILE 2024 – Un Comitato di cittadini chiede informazioni sulla trasformazione di una baracca in un palazzo in una zona urbanistica destinata a parco (nella foto il cantiere agli inizi; da allora il Comitato attende risposte). Gli uffici rispondono con note prive di protocollo; ma soprattutto rispondono sostenendo che la richiesta è troppo estesa o generica; i funzionari addetti citano sentenze di sei o sette anni prima della riforma legislativa. E’ questo il quadro che emerge dalla “coda” del consiglio comunale a proposito dell’edificio in corso di costruzione nei pressi della chiesa di Santa Maria di Roncisvalle, a proposito della quale quel Comitato ha proposto denuncia alla Procura della Repubblica.

Alcuni dati sono stati forniti dall’assessore Berardi che si è riservato di fornire un quadro più completo, avendo ricevuto solo mezz’ora prima della riunione una “domanda di attualità” prevista dal regolamento; ma rimangono gli interrogativi su questo atteggiamento che denota una resistenza incomprensibile (se non addirittura illecita) a rispondere con delucidazioni obbligatorie per l’ente pubblico.

Fermo restando che la collocazione di quella palazzina è un problema principalmente per chi ci andrà ad abitare, nel fosso racchiuso accanto ad un fiume che origina umidità fino al midollo ed oltre, resta il fatto che funzionari, o dirigenti, o impiegati di un Comune non possono giocare ad innalzare fittizi ostacoli alla conoscenza degli atti amministrativi. E se lo fanno il Sindaco deve assumere le sue iniziative. Di Piero si limiterà a fare quello che ha fatto per la sconcertante vicenda delle mense: “Sono stati gli uffici”, oppure risponderà che l’illegittimità è diversa dalla improcedibilità. Al suo fianco, però, c’è un assessore con più senso di responsabilità per il “munus” che ricopre e che non potrà rispondere come finora ha risposto il Comune con i suoi dipendenti (“alla maniera del Marchese del Grillo”, ha sottolineato la consigliera Nannarone che ha proposto il tema) o il Sindaco, girandosi dall’altra parte; se non altro perché Berardi ha rimesso subito alla Procura della Repubblica l’”affaire” del Cogesa e dei suoi effluvi, mentre Di Piero si è guardato bene dal costituirsi parte civile nel processo a carico dell’ex presidente del Cogesa per ipotesi di reati attinenti alla tutela dell’ambiente. E certamente lo stesso Berardi, per evitare che la Procura vada a chiedergli conto, segnalerà anche se quei dipendenti siano venuti meno al proprio dovere arrivando addirittura a citare sentenze di quasi venti anni fa, mentre era già intervenuta una nuova legge, oppure servendosi di note senza protocollo, quasi che volessero non lasciare traccia di cose nelle quali forse non credevano neppure loro. E non è una bella immagine per questo strano Comune: quasi sembra diventata quella la vera baracca, sia pure distante da Santa Maria di Roncisvalle.

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