Se l’orso non fa vita sociale

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PANICO INGIUSTIFICATO NEI RAGAZZINI FUGGITI SUGLI ALBERI

31 LUGLIO 2013 – Allarme in un gruppo di ragazzi per un orso che a Frattura di Scanno si sarebbe interessato a loro in modo un po’ sinistro:

da quello che riferiscono le cronache, sarebbe stato in procinto di aggredirli, tanto che loro hanno pensato di rifugiarsi sugli alberi. Il plantigrado sarebbe stato notato in seguito alla percezione di strani rumori nei pressi di un pollaio, dove aveva fatto strage di galline. Il territorio rientra nel perimetro del Parco Nazionale Abruzzo, Lazio e Molise. Da parte sua l’Ente Parco tiene a sottolineare come nessun tentativo di aggressione si è verificato; semmai la fuga dei ragazzi sarebbe stata dettata dall’emozione di essersi trovati a breve distanza dall’animale selvatico, che per parte sua non avrebbe neppure denotato particolare attenzione al gruppo. Infatti sarebbe stato avvistato poco dopo in atteggiamento del tutto pacifico mentre si allontanava.

Invece di divulgare solo ad operazione compiuta le notizie sul trasferimento dei camosci dal Parco Nazionale della Majella al Parco naturale del Sirente, è stata investita la stampa, di ogni forma e foggia, già dal primo volo in elicottero di due spauriti camosci. Come si fa a non supporre che, allarmato dei trasferimenti, l’orso abbia guardato storto un gruppo di persone, tra le quali magari pensava si annidasse anche il Presidente del Parco della Majella? Niente infastidisce di più gli orsi che fare vita sociale e stare pure a ringraziare chi li scorazza in elicottero; e magari passare sul red carpet come se si stesse su una passerella del cinema. Sono orsi e si dice, infatti, che chi respinge interviste e aperitivi cenati e cene rotary e candidature alle comunali è un orso. Quelli del Parco vanno rispettati, secondo legge. E non vanno neppure innervositi raccontando urbi ed orbi delle operazioni di trasferimento, perchè nel Parco Nazionale d’Abruzzo stanno benissimo.