SERMONTI SI DISSETA ALLE METAMORFOSI DI OVIDIO

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E I SULMONESI SARANNO I BENVENUTI 

18 MAGGIO 2013 – Una nuova traduzione delle “Metamorfosi” di Ovidio è quella che propone Vittorio Sermonti martedì 21 maggio a Perugia.

Leggerà lui stesso alcuni brani di una edizione inedita e si intratterrà a parlare con studenti e docenti sul tema : “Senza poesia si muore di sete”.

Chi è l’interprete di Ovidio del terzo millennio

Vittorio Sermonti è nato a Roma nel 1929.

Tra il 1995 e il 1997 ha letto nella basilica di San Francesco a Ravenna l’intera “Divina Commedia”; tra il 2000 e il 2002 l’ha letta ai Mercati Traianei e al Pantheon di Roma, dal 2003 al 2005 a Firenze (Cenacolo di Santa Croce) e a Milano (S. Maria delle Grazie); nel 2006 a Bologna (Santo Stefano) ha letto L’Inferno. Nell’autunno 2006 (Milano, S. Maria delle Grazie) e nell’autunno 2007 (Roma, esedra del Marco Aurelio nei Musei Capitolini) ha letto i XII libri dell’Eneide tradotti e introdotti da lui.

Ha pubblicato, fra l’altro, tre romanzi (La bambina Europa, Sansoni 1954; Giorni travestiti da giorni, Feltrinelli 1960; Novella storica su come Pierrot Badini sparasse le sue ultime cartucce, Garzanti 1968); un libro di racconti praghesi (Il tempo fra cane e lupo, Bompiani 1980); un saggio-epopea sui Mondiali di calcio del 1982 (Dov’è la vittoria?, Bompiani 1983-2004); tre volumi danteschi in forma di racconto critico (L’Inferno di Dante, Rizzoli 1988; Il Purgatorio di Dante, 1990; Il Paradiso di Dante, 1993: i primi due con la supervisione di Gianfranco Contini; il terzo con la revisione di Cesare Segre), ampiamente riveduti per la riedizione del 2001; un libro di versi (Ho bevuto e visto il ragno, cento pezzi facili, Il Saggiatore, 1999).

Nel bicentenario leopardiano ha scritto un libretto d’opera per Giorgio Battistelli (Giacomo mio, salviamoci! Macerata 1988); nel centenario verdiano 14 racconti estratti dalle partiture di altrettante opere verdiane (Sempreverdi, Rizzoli 2002); inoltre, il libretto di Gesualdo, Considered as a Murderer per Luca Francesconi (Amsterdam 2004); e la traduzione dell’Eneide di Virgilio (Rizzoli, 2007-8). Nell’agosto 2009 ha pubblicato, sempre per Rizzoli, un volume di saggistica: Il vizio di leggere.

Questo diceva Sermonti del suo lavoro nel novembre scorso: ““Viviamo un’epoca ‘epocale’. Braccando i portenti della tecnologia digitale, presenziamo e partecipiamo a mutazioni culturali radicali e precipitose come mai nella storia dell’uomo. Epoca, verrebbe detto, di metamorfosi….Purtroppo, dopo aver irrorato la cultura dell’Occidente per due millenni d’un repertorio irrefrenabile di storie fantastiche, le METAMORFOSI di Ovidio oggi si sono ridotte a materia per latinisti.Visto però che sono pur sempre un libro supremo, una raffica di favole sull’ininterrotta, travolgente discontinuità della storia del mondo e delle nostre singole esistenze in costanza d’identità (non potrai essere chi sei, se non ti presti ad essere anche ‘l’altro’…), perché non riprovare a prestargli orecchio?Così ho immolato la spudorata metamorficità della narrazione latina alla metamorfosi estrema di un’ennesima traduzione in italiano: nell’italiano con cui pensiamo e parliamo oggi”.

Una coincidenza: la radice di Sermoneta e di Sulmona è abbinata nel “Dizionario dei luoghi geografici” edito dalla UTET nel 1990, sebbene quella di Sulmona venga fatta risalire all’indo-europeo “suel” (“gonfio”, presumibilmente evocativo della abbondanza di acqua della terra peligna).

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