Si può assistere a liti furibonde conservando il bon ton

238

La Gatta e Tedeschi

IL CONGEDO DI ANTONELLA LA GATTA, CANCELLIERA DEL TRIBUNALE

30 settembre 2015 – Era la memoria storica del Palazzo di Giustizia:

l’ultima cancelliera a ricordarsi i tempi di Della Peruta presidente (1979), spettatrice suo malgrado dei preparativi per la soppressione del tribunale. Antonella La Gatta ha salutato tutti: colleghi, giudici, avvocati, ufficiali giudiziari in una manifestazione bella e ormai di un genere desueto. Sono stati molti i protagonisti del tribunale ad andarsene insalutati ospiti, senza neanche un brindisi; segno dei tempi e dello stile. In un tribunale, luogo fatto apposta per celebrare le liti tra gente di tutte le risme e per riaffermare quella che i penalisti chiamano la potestà punitiva dello Stato, si può avere bon ton. E Antonella La Gatta ha saputo riscoprire questa piccola e grande virtù di dirsi addio o arrivederci.

La Gatta e Orsini

Ha ricevuto il saluto del “laconico Tedeschi” (nella foto in alto), presidente del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati (così lo chiamava il suo professore di Lettere al Ginnasio), ma anche le impagabili lacrime di una giovanissima giudice che l’ha apprezzata solo negli ultimi due dei 36 anni di servizio, sufficienti a non farla dimenticare; i complimenti del collega cancelliere Orlando Orsini per essere arrivata in gran forma al traguardo della pensione (quando, aggiungiamo noi, in genere i cancellieri ci arrivano parlando da soli per effetto di decenni di statistiche, verbalizzazioni, campioni penali, strigliate dai giudici, cercando di sfogare le loro mille frustrazioni sugli avvocati). Una autentica roccia nell’edificio del tribunale, una efficientista silenziosa, una Merkel della burocrazia con il sorriso italico, insomma una persona che si farà avvertire anche quando, da domani, non varcherà la soglia del Palazzo portandosi come ogni giorno il suo bon ton.