Spinosa: “Un tribunale Sulmona-Avezzano potrebbe essere la soluzione”

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23 DICEMBRE 2011 – Fabio Spinosa, presidente della Confindustria dell’Aquila, rilancia la idea di costituire un unico tribunale tra Sulmona e Avezzano, prospettata su questo sito nella scorsa settimana e oggetto principale del dibattito attuale per la conservazione dei tribunali non provinciali. Di una collaborazione tra marsicani e peligni,

sebbene non di un unico ufficio per Sulmona e Avezzano, ha parlato finora l’avv. Leonardo Casciere, presidente della Camera penale di Avezzano. Spinosa sottolinea che per andare da Sulmona ad Avezzano occorrono quaranta minuti di autostrada (rispettando il limite di velocità, si potrebbe aggiungere), mentre per andare da un quartiere all’altro di Roma si impiegano anche ottanta minuti. Quindi, la distanza non sarebbe proprio l’argomento contrario alla ipotesi di costituire un unico tribunale con sezioni diversamente collocate sul territorio. In questo caso, si risparmierebbe anche sulle strutture, visto che verrebbero conservati gli attuali palazzi di giustizia.

 

Chi parla di “spoliazione” a favore di Avezzano forse non ha la misura di quello che potrebbe restare a Sulmona anche nel caso che la presidenza del tribunale, le cause penali, quelle fallimentari e, anche nella peggiore delle ipotesi, quelle di lavoro e previdenza, dovessero essere trattate ad Avezzano. Il carico di cause civili di Sulmona e Avezzano sarebbe da solo superiore a tutte le altre materie attualmente trattate nel capoluogo peligno. Di quale spoliazione si parla, quindi? Di crescita si dovrebbe parlare, semmai.

Meno che meno si potrebbe fare, poi, un discorso di principio, visti i risultati ai quali la battaglia dura e pura ci ha portati una ventina di anni fa per la costituzione di una nuova provincia: una raccolta di firme per la iniziativa di legge popolare (50.000 sottoscrizioni…) in pochi mesi; soprattutto, poi, una operazione di fuoco a raffica con iniziative di vario genere e tutte articolatamente concentriche per ottenere il risultato, con la regia dell’avv. Cataldi che, quale sindaco di Avezzano, impegnò se stesso e di più per parlare sempre dell’obiettivo dei marsicani, a tutti i livelli.

Sulmona, che era (ri)partita con buon anticipo nel 1981 (visto che la precedente proposta di legge fu dell’on. Delli Castelli nel 1957), pur con lo stendardo portato dal presidente del Tribunale, Luigi Ragni sceso in campo per sostenere i sulmonesi, lui che era pugliese,  si vide scavalcata nel giro di un paio d’anni.

Vogliamo darla una ventata di realismo ai discorsi sulla salvaguardia del tribunale?