SULMONA SALE AL PRIMO LIVELLO, BOTTA D’IRA DEL SINDACO DELL’AQUILA

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A BIONDI NON STA BENE IL PIANO REGIONALE CHE TUTELA IL TERRITORIO

23 NOVEMBRE 2019 – L’Abruzzo non avrà i due super-ospedali di L’Aquila e Teramo. L’assessora alla sanità, Verì, ha sottolineato che saranno consolidati i quattro ospedali provinciali, ma occorrerà rivolgersi anche alla rete territoriale. Da qui la decisione di innalzare il livello del nosocomio sulmonese, che diventa presidio di primo livello.

Il sindaco dell’Aquila, Biondi, appresa la notizia, ha avuto un accesso d’ira e ha lanciato fulmini e saette sul piano sanitario regionale. Tutto secondo il copione già sperimentato da Stefania Pezzopane e Massimo Cialente; prima di loro da Nello Mariani, Lorenzo Natali, Federico Brini. A qualunque partito appartenessero, sbottavano ogni volta che L’Aquila doveva rinunciare a qualche opera faraonica. Così l’Italia si è trovata due autostrade parallele, una delle quali scavata sotto la cima più alta dell’Appennino e perfettamente inutile, se non a collegare le mucche di Montorio con le pecore di Assergi (gli abitanti non avevano bisogno di essere collegati perché non c’è mai stata una economia di scambio tra i due versanti del Gran Sasso, né c’è adesso, dopo quasi cinquant’anni di traforo).

Biondi non si fa carico della desertificazione della provincia, depredata di tutte le infrastrutture e oggi drammaticamente alle prese con i contraccolpi economici per l’assorbimento di tutte le risorse per la ricostruzione di una città come L’Aquila, inutile allo sviluppo regionale per la sua collocazione al margine estremo a nord-ovest del territorio. Vuole anche un super-ospedale che si sostituisca ai presìdi nelle zone più decentrate. E da Sulmona, sempre per la preoccupazione del marchio incombente di “campanilismo”, nessuno lo contrasta.

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