BIANCHI PRENDE SPUNTO DAL COLPO DI FORTUNA DEI REPERTI ARCHEOLOGICI PER SALVARE LA VALLE PELIGNA DALLA SNAM E PER GIRARE PAGINA – MA NON SI CONOSCE IL SEGNALIBRO
7 LUGLIO 2021 – La consigliera di minoranza, avv. Elisabetta Bianchi, sottolinea come sia “strategico” il rinvenimento di un importante edificio di epoca italica o romana in località “Case Pente”, nei pressi del cimitero, ma soprattutto proprio dove dovrebbe sorgere la centrale di pompaggio della Snam. Finora la presenza di reperti murari importanti e probabilmente di altri residui antropici di grande interesse è documentata solo attraverso sondaggi radar, ma, data anche la posizione assunta dalla Soprintendenza alle antichità (oggi diversamente denominata) sembra molto probabile che quella costruzione di 2000/2400 anni fa tutelerà ancora i sulmonesi, mettendoli al riparo dallo stravolgimento del sito e del contesto ambientale nel quale si trova.
Bianchi ricorda il suo impegno per contrastare la pretesa della Snam con l’“l’ordine del giorno a mia firma del 9.12.2020 che ha impegnato il Sindaco di Sulmona Annamaria Casini e la sua giunta, visti e motivati gli alti interessi naturalistici ed archeologici di quel bellissimo luogo, a promuovere tutti i percorsi amministrativi necessari (evidentemente impantanati nel porto delle nebbie della inconcludenza) per annettere l’intera area nella zona di Protezione C del Parco Nazionale della Maiella”.
E sottolinea come sia ora “arrivato il momento di elevare il patrimonio culturale, monumentale, artistico, letterale ed amministrativo di Sulmona inserendolo in un percorso di respiro nazionale, sicuramente maggiormente complesso ma certamente più adeguato alla caratura della Città, attraverso l’illuminata opera di Vittorio Sgarbi, imperdibile occasione di valorizzazione del centrodestra cittadino. La coalizione però, smarritasi in chissà quale cespuglioso meandro a contemplarsi l’ombelico, trascorre il tempo come Penelope tessendo tele di giorno e sfilandole di notte pur di non affrontare con coraggio e determinazione la prossima sfida elettorale. Alla luce di tutte queste condizioni, il mio coscienzioso sforzo prosegue nella tensione di assicurare alla Città di Sulmona la possibilità di liberare risorse facendole risplendere attraverso il valore indiscusso che solo la disponibilità di Vittorio Sgarbi può capitalizzare portando in Abruzzo ed in particolare a Sulmona valore aggiunto, affinché in armonia con il governo regionale, si possa costruire pace, prosperità e bellezza autentica in questa terra”.
Una volta si potevano usare i colori per ricordarsi meglio da quale prospettiva giungessero i comunicati: dai comunisti si richiamavano politiche sociali; dai missini i contenuti patriottici; dai liberali le regole del mercato; dai democristiani una via di mezzo, purchè loro, i democristiani, stessero sempre in mezzo, tanto che si parlò di un partito “interclassista” e mediatore delle istanze sociali. Così, colorando di rosso, sottolineando con il nero, evidenziando in bianco, rosso e verde, ci si poteva ricordare meglio quale ispirazione avessero i comunicati.
Adesso, sinceramente è difficile capire da quale prospettiva parlino i consiglieri; ed è difficile capire da quale parte venga tirata la giacca di Vittorio Sgarbi: se da Marco Picini, che pare lo voglia traghettare nelle posizioni dell’ex assessore Andrea Gerosolimo (quello che, non andando alla riunione con il Governo di Roma, lasciò che venisse approvato il progetto della centrale Snam, tanto per rimanere al tema iniziale), dopo che ogni volta che lo incontravamo ci diceva peste e corna di Andrea Gerosolimo e ci gonfiava pure un po’ i maroni a forza di ripeterlo a noi che non avevamo mai diviso il sonno con l’ex assessore, né mai lo avremmo incensato come pare sia disposto a fare il Picini; oppure da Elisabetta Bianchi, della quale notiamo solo un sottile invito a girare pagina, senza ancora annunciare che il segnalibro sarà il Gerosolimo, per l’appunto.
Quindi questa carenza di colori ci aggrava il compito di designare la parte, il partito e il punto di arrivo della parabola politica di ciascun personaggio della prossima campagna elettorale; e non ci aiuta ad agevolare i lettori descrivendo loro la consistenza e la serietà dei propositi, anche se non ci ha impedito di raccontare la ingloriosa fine politica di Pulcinella Di Masci e non ci impedirà di raccontare eventuali piroette del Picini, per esempio, il destrorso tutto d’un pezzo che già sembra frantumarsi in molti pezzi, dei quali qualcuno potrebbe finire in area del civismo di Gerosolimo e molti altri in musei e collezioni d’arte insieme ai quadri dello zio; sempre, per carità, nel nobile intento di valorizzare una produzione aritstica.
Se ci dicono come ritengono conciliabile lo sfracello nel quale arte e cultura di Sulmona sono state confinate nell’ultimo quinquennio e se non ci prendono in giro sostenendo che con Gerosolimo sarà un’altra cosa perché Gerosolimo non è Annamaria Casini, siamo disposti a sentire tutti e anche a fare un atto di fede sui progetti per ridare un tono alla città. In calce è gradita anche la spiegazione di come si possa cambiare l’orchestra se gli orchestrali rimangono gli stessi e soprattutto il direttore non si schioda.
Nella foto del titolo Elisabetta Bianchi con il Presidente emerito della Corte Costituzionale Maddalena, nel punto più alto del suo impegno politico e istituzionale






