A POPOLI CANTANO VITTORIA MA NESSUNO HA SOSPESO I LAVORI SULLA SS17

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16 LUGLIO 2021 – L’ANAS fa sapere che non interromperà i lavori lungo la Strada Statale 17 (che nel tratto in questione coincide con la Strada statale 5), pur dopo il provvedimento del TAR di Pescara. Il Comune di Popoli, che aveva promosso il ricorso, ha cantato vittoria troppo presto; infatti, il presidente del TAR non ha imposto nessuna interruzione, essendosi limitato a disporre una ulteriore istruttoria alla ordinanza che la stessa ANAS aveva emesso per consentire i lavori di rettificazione e livellamento.

Il sacrificio che si chiede agli automobilisti e ai residenti di Popoli non è di quelli che possono classificarsi come insostenibili. In particolare, poi, non è niente rispetto a quello che continuava a chiedersi ogni giorno a tutti gli utenti della strada in un punto tra i più critici di tutto il percorso: tra il bivio di Corfinio e Popoli si succedevano ripide salite e curve a raggio strettissimo, non solo per gli autoarticolati, ma anche per il traffico normale delle autovetture. Due mesi di chiusura è il minimo che si possa pretendere. Piuttosto il sindaco di Popoli, Concezio Galli, spieghi perché mai il traffico di una strada nazionale debba interrompersi con un semaforo in prossimità del ponte sul Pescara per consentire un attraversamento di una strada comunale sulla quale transitano sì e no tre veicoli ogni quarto d’ora, con punte che alzano la media solo negli orari di ingresso e di uscita dalle scuole. Tra un anno i cittadini di Sulmona e di tutto il suo circondario dovranno recarsi all’Aquila per l’accorpamento del tribunale a quello del capoluogo. Negli anni Ottanta si impiegavano 45 minuti, ora circa 70, sempre perché ogni piccolo comune si ritaglia i propri intoppi alla circolazione lungo la SS17. Altri lavori si auspicano dall’ANAS: per esempio una variante che eviti l’abitato di Popoli, così i Popolesi stanno tranquilli e gli automobilisti risparmiano dieci minuti tra semafori e limiti. Il progetto c’è ancora e giace negli archivi dell’ANAS. Si trattava di una variante che dall’altopiano di Navelli  (San Benedetto in Perillis) scendeva fino a Corfinio evitando anche le svolte di Popoli, divertenti per i rally (in particolare la cronoscalata di agosto), ma inadatte alle esigenze di una popolazione mutilata persino del proprio tribunale. Questo tratto di strada radicalmente ammodernata costituisce un segmento indispensabile per collegare i rettifili delle Cinque Miglia, del Piano di Navelli e di Sulmona e fare della SS17 la vera dorsale appenninica in grado di sollevare l’intasamento continuo delle autostrade litoranee. Il finanziamento per costruire tale variante fu deviato tutto per costruire la SS17 all’interno dell’abitato dell’Aquila, secondo l’ottica medievale di far passare carri e pellegrini sotto casa.

Su questo la “Carta dei Comuni delle Valli” potrà impegnarsi e recuperare i finanziamenti deviati.

In definitiva, il sindaco di Popoli potrà pure dire che il TAR gli darà ragione; l’essenziale è che i lavori si facciano.

La Statale 17 subito dopo il bivio per San Benedetto in Perillis, verso L’Aquila. Dalla pianura in fondo partirebbe la variante che, evitando le svolte di Popoli, si collegherebbe all’altezza di Corfinio, per proseguire fino al casello dell’A25 a Pratola Peligna e all’Altopiano delle Cinque Miglia, con notevole riduzione delle altimetrie. Ma i fondi furono deviati negli anni Ottanta per il tratto di SS17 intorno a L’Aquila
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