TOP SECRET ISERNIA IN ABRUZZO

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MA CHE GIORNALISMO C’E’ IN CITTA’? NEANCHE DA MILENA GABANELLI IMPARANO?

15 MARZO 2024 – Mentre siti, quotidiani e settimanali, in Molise e in Italia, danno ampio spazio ai tentativi di Isernia (e ora pare anche di Campobasso) di ricongiungersi all’Abruzzo, il fronte giornalistico di Sulmona rimane poliglotta e tace in nove lingue. Non è bastata l’approfondita inchiesta di Milena Gabanelli sul “Corriere”; non ha dato la spinta il sulfureo intervento di Tonino Di Pietro, il più noto dei molisani nel mondo dopo Robert De Niro, che ad “Agorà” ha rilanciato chiaro e tondo l’intento della città di Isernia che si va concretizzando con una raccolta di firme. L’ex pm ha definito una “mastellata” l’idea che Campobasso possa fondersi con Benevento; e bisogna dire che è stato sempre sostenitore del ricongiungimento dell’Abruzzo e del Molise.

Le televisioni locali del Molise diffondono interviste raccolte per strada.

Insomma, una prospettiva concreta si va delineando, perché, così come sta, il Molise non può durare a lungo: spopolato, immiserito, se vogliamo anche un po’ triste rispetto alle avventure che L’Aquila vive tramite la candidatura di Giorgia Meloni nel suo collegio e la scelta della “Capitale della cultura”, costruita da un sulmonese come Alessandro Crociata. Quindi, a nord del torrente Zittola la vita si rigenera.

Siti e giornali di Sulmona si sono passati la consegna di non accennare neppure all’argomento, che, almeno dopo la paginata del “Corriere” a firma di una giornalista che è stata candidata anche al Quirinale, può essere definito in tutti i modi tranne che con il timbro del campanilismo, con il quale le segreterie regionali e provinciali dei partiti cercano di svilire tutte le più sane intenzioni di rimodulare il territorio per renderlo funzionale al vero sviluppo. Il “buco” consistente nel non dare il risalto che meritava alla notizia della raccolta di firme da Isernia, riportata alla fine di gennaio dall’Ansa, è diventato una voragine, segno anche della supponenza con la quale i giornalisti del posto si pongono davanti al pluralismo della informazione. E la schiera dei pavidi anonimi che commentano le notizie sui siti si rincorre sulle fregnacce che passa il convento: chi ha votato questa o quella candidata; quando riapre il parcheggio sotterraneo (che in una città seria non avrebbe mai dovuto essere chiuso); se il liceo riapre a settembre (c’è da giurare che si organizzeranno tagli di nastri come se fossero stati costruiti daccapo).

Nella foto del titolo lo sguardo corrucciato della maschera del Vaschione

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