TRAVAGLIO SCONFIGGE L’INDOLENZA SULMONESE

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TUTTO ESAURITO AL “PACIFICO” PER LE RAGIONI DEL “NO” ALLA “SCHIFORMA”

25 SETTEMBRE 2016 – Con un riferimento a “qualcuno che  ha tentato di impedire che questo appuntamento si tenesse”, Marco Travaglio ha introdotto due ore di spettacolo, il suo “Perché no”, che è una cavalcata non tanto sulle contrapposizioni degli Italiani che si esprimeranno nelle urne tra la fine di novembre e l’inizio di dicembre, quanto su tutta la politica nazionale dall’immediato dopo-guerra fino ai giorni nostri. Travaglio ha dimostrato la capacità di richiamare su un tema profondamente civico una realtà locale sonnecchiante: il “tutto esaurito” del cinema Pacifico ha avuto oggi un grosso significato, soprattutto nella concomitanza di una elezione artistica internazionale come quella che si teneva a venti metri nel teatro comunale.

In Via Roma non si parlava dei soliti organigrammi che hanno animato la campagna elettorale o stanno tenendo vivo l’interesse di frange elettorali di “manutengoli” nel dopo- campagna elettorale; non si parlava di operazioni clientelari del genere di quella che starebbe ricongiungendo la maggioranza uscita dalle elezioni con la minoranza che avrebbe dovuto fare l’opposizione. Si è parlato di quanto l’Italia rischi nel perdere l’equilibrio delle misure ideate dalla assemblea costituente; di quanto l’Italia paghi le incrostazioni di avventurieri che, da Berlusconi a Verdini a Renzi, hanno saccheggiato o stanno saccheggiando l’atavico spirito di partecipazione alla cosa pubblica della nazione nel comune obiettivo di ottenere un astensionismo sempre crescente e, quindi, un funereo distacco dalle istituzioni. Non è stata una lezione di Diritto costituzionale, perché ha concesso molto agli spunti tipici del palcoscenico, un po’ per alleggerire l’esposizione, un po’ per rappresentare che persone come la Ministra Maria Elena Boschi siano espressioni della più cupa mediocrità, più che personaggi politici sui quali si possa contare per una effettiva rinascita.

In prima fila c’era la sindaca Anna Maria Casini; nel mezzo molti visi sconosciuti, segno che la provenienza è stata anche da altre città abruzzesi; dietro i più tiepidi; fuori quelli che non sono riusciti a comprare in tempo il biglietto o quelli che dicono che Travaglio è bravo, ma troppo convinto di essere primo della classe. E’ la storia di sempre: di quelli che hanno carattere si dice sempre che hanno un cattivo carattere e si finisce per compiacersi della mediocrità, che se non altro non presenta spigoli. Ma, almeno questo, in molti applaudono chi si schiera contro i voltagabbana, i ladri, i furbetti del quartierino, oppure contro quelli che cercano di impedire che uno spettacolo antagonista si possa tenere, nella Sulmona del 2016.

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