Trentasette Comuni per salvare il loro tribunale

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12 DICEMBRE 2011 – La riunione di tutti i consigli comunali dei trentasette centri del circondario si terrà: il luogo quasi certamente sarà il palazzo dello sport, in Via XXV aprile a Sulmona; la data la più vicina possibile, perchè per impedire la soppressione del tribunale il tempo a disposizione è poco.

Questa è la decisione più significativa che due ore di discussione all’assemblea cittadina di oggi al palazzo di giustizia hanno portato, con molta fatica, vista la sostanziale carenza di risultati delle azioni intraprese finora, ma con una unità di intenti che porta a ritenere ancora possibile la battaglia.

Parole accese quelle di Mario Pizzola dei “Comitati cittadini”: il prezzo di un solo aereo da guerra, di quelli che a decine l’Italia ha comprato di recente dagli Stati Uniti, basterebbe a salvare tutti i tribunali d’Italia a rischio di soppressione. Pizzola ha anche sottolineato che questo territorio, con un pezzo di istituzione che se ne va ogni tanto (in violazione dell’art. 5 della Costituzione che prescrive il decentramento) non sarà più un paese per giovani e la popolazione diminuirà vertiginosamente in pochi anni. Ha parlato anche il Presidente della Provincia, Antonio Del Corvo, che ha anticipato di voler sostenere tutte le iniziative, compresa quella di protestare sotto Palazzo Chigi come è stato fatto per il dopo-terremoto. Il sindaco Fabio Federico ha sfatato la retorica che vuole come giustificazione dei “tagli” ai tribunali quelle economie che invece non  ci saranno: “Innanzitutto, se parliamo di strutture, dobbiamo dire che questo palazzo è del tutto autonomo sotto il profilo energetico perchè dotato di pannelli per lo sfruttamento dell’energia solare; il che non è poco, in quanto ad incidenza dei costi annullati. In secondo luogo, tutte le traduzioni di detenuti che si dovranno effettuare dal carcere fino all’Aquila (se sarà quello il tribunale che accorperà) da sole basteranno a compensare tutte le eventuali economie delle altre spese. Il carcere di Sulmona, che adesso già ospita più di 500 detenuti, presto arriverà a quota 800 o 1000, visto l’ampliamento programmato. Quanto costeranno all’amministrazione giudiziaria quelle traduzioni?”.

Di “chiamata alle armi” ha parlato l’avv. Lando Sciuba (per solito compassato): una battaglia da “Forte Apache”  e non è voluto andare oltre, anche se ha fatto riferimento all’antica sommossa di “jam’ mò”.

 Gli inviti ai Comuni del circondario a far conoscere la loro disponibilità a quella che è stata chiamata la “riunione degli stati generali” (speriamo che questa locuzione non varchi i limiti della Valle Peligna, per non far ridere il mondo) sono già partiti e il presidio del tribunale continuerà, ma con modalità che non necessariamente saranno quelle finora seguite: si deciderà dopo che gli avvocati e gli altri Ordini avranno comunicato il loro fattivo impegno.