TROMBONI A SPASSO PRIMA DELLA PROCESSIONE E DELLE ELEZIONI

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FLASHES SUI PREAMBOLI DEL CRISTO MORTO

26 MARZO 2016 – Prima del passaggio della statua del Cristo Morto e prima delle note di supplica di Miserere, si può essere faceti e vanesi e cogliere l’”altra processione”, fatta di fervidi preparativi.

Mai come in questa campagna elettorale, arricchita di strampalate alleanze, capita a pennello l’andirivieni di un trombone nel tratto di Corso dalla Trinità all’Annunziata: lucido e imponente come appariva, si poteva paragonare ad una star di queste ore, che infatti è passato e ripassato nello stesso tratto..

Le pettinature dei quattro giovani che si avviano sono da rivista; o da citazione leopardiana sulle ore prima della festa. Uno spettacolo: segno che questa processione muove e convince tutti, in tutte le epoche, con tutte le musiche, come quella elegante della marcia funebre di Chopin, profonda, più di quella del Vella con la quale si alterna nei tromboni della banda. Del resto, se così non fosse, non si potrebbero mettere insieme cento voci nel Coro che ondeggia e si fa sentire da un capo all’altro del Corso nella cassa armonica dei palazzi alti al punto giusto.

Poi, al segnale di partenza, tutto è filato liscio. La processione è stata quel che doveva essere, senza le paure che adesso connotano tutti gli assembramenti su strade ed edifici pubblici. Solo ad un certo punto si è staccata dalla folla una cellula di “Fabbricacultura” con una corona di aglio, questa volta recante anche le spine, e quindi spinosa, probabilmente destinata ad aggiungersi ai trentatrè garofani rossi che circondano il letto del Cristo; è stata, peraltro, tempestivamente neutralizzata.

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