DIVAGAZIONI DI PASQUA – E SE L’AGLIO VA IN TESTA PURE ALLA MADONNA CHE SCAPPA?

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PERCHE’ NO, VISTO CHE BISOGNA PROMUOVERE IL PRODOTTO ? 

25 MARZO 2016 – Invece delle nere Olivetti o Underwood di inizio secolo XX, le tastiere di adesso si intonano molto alla purezza di una orchidea appena sbocciata. Verità non significa semplicità: tanto è vero che l’orchidea presenta una bocca con tanti, affascinanti risvolti, con le pieghe di una o centomila considerazioni, al punto che il giornalista si può disorientare e rimanere incastrato nel candore o in quello che tale gli appare.

Succede esattamente il contrario nelle cose che si dicono (o che si tacciono) nei siti internet o sui giornali durante questa campagna elettorale iniziata con largo anticipo; e durante la preparazione del bimillenario ovidiano, iniziata con largo ritardo. Bugie palesi si sprigionano dalle tastiere e giungono fino a noi.

Con l’invito, forse puerile, ai candidati di imitare l’orchidea e ai giornalisti di orientarsi nei meandri del bimillenario, affidandosi all’orchidea che non profuma e rifuggendo dall’aglio che invece puzza, ci apprestiamo ad assistere alla commovente corsa della Madonna domenica mattina, sempre conservando a questo punto l’inquietante dubbio: se occorre promuovere il prodotto con tutte le risorse della città (come hanno sostenuto i fautori dell’aglio in testa a Ovidio) faremo in tempo a chiedere al Tribunale di togliere la corona di aglio che nel frattempo potrebbe essere collocata da “Fabbricacultura” in testa alla statua, nel tempo che intercorre dall’apertura della porta di San Filippo all’attimo nel quale arriverà a Santa Chiara?