TROPPO INCENSO FA MALE ALLA VISTA

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ERUZIONI VULCANICHE DI AUTOSTIMA IMPEDISCONO DI LEGGERE QUALCHE NOTIZIUOLA…

28 APRILE 2021 – Non per pochi secondi, ma per qualche giorno abbiamo trattenuto il respiro, preoccupati di quello che un rinomato sito giornalistico avrebbe scritto su una presa di posizione della presidente del circolo PD di Sulmona. “Se con il microscopio sono riusciti a leggervi la conferma di quello che avevano intuito a dispetto di tutto il resto della stampa, figuriamoci cosa diranno sul resto, che si legge tanto bene da non richiedere neppure gli occhiali da vista”.

E invece fino ad oggi niente, aspettiamo ancora. Hanno letto la conferma che il PD stesse tramando per una grande coalizione che alle “comunali” abbracciasse dalla Lega a Italia Viva tutto il panorama politico ad esclusione di Andrea Gerosolimo e rintuzzano a destra e a manca; proclamano “scrupoloso e non superficiale” il loro lavoro, perché si giovano di “fonti sicuramente attendibili” e sventolano “correttezza e professionalità indiscutibili” (indovinate di chi).

Vabbè, una eruzione di incenso destinato a se stessi è giustificabile per le cime vulcaniche del giornalismo. “Così – ci siamo detti – questo è solo un assaggio dei termini che useranno domani, quando certamente esamineranno l’altra parte dello scritto piddino, che non riguarda solo le elezioni amministrative di quest’anno, ma il futuro stesso della città, della Valle Peligna, le generazioni future e anche la vita nostra di tutti i giorni. Se il microscopio ha permesso loro di leggere una conferma che a noi è sfuggita, il fuoco dell’Etna brucerà le lenti dei malcapitati”.

E in effetti le aveva già bruciate, perché non sono riusciti a leggere altro, inebriati dalla conferma sulle fonti sicuramente attendibili . Non hanno letto che in quello scritto sono riportati nomi e cognomi di chi avrebbe fatto affari con una società con sede a Sulmona, partecipando all’acquisto di beni immobili messi all’asta. C’è scritto che sono stati sequestrati beni immobili in un paese a un tiro di schioppo da Sulmona. E quei nomi e cognomi appartengono a camorristi. Questo non vale una cicca giornalisticamente? E non vale neppure una domanda (chi domanda non fa errore, soprattutto nel giornalismo) per fare in modo che un segnale così preciso non vada perso? Non vale neppure che si ponga un piccolo interrogativo a coloro che fino a qualche mese fa hanno affermato che lavora di fantasia chi afferma l’esistenza di infiltrazioni malavitose qui in Valle Peligna e, bene che vada, fa un cattivo servizio all’immagine della città e del circondario? Sono ancora fantasmi quelli che erano stati disegnati come pregiudicati in linea di navigazione verso la Valle Peligna? Ed era esagerato e controproducente parlare di ‘ndranghetisti in una cooperativa per la guardiania al Comune di Sulmona? O chiamare l’on. Roberti, già procuratore nazionale antimafia ad un incontro a Palazzo Sardi appena diciotto mesi fa?

L’eruzione autoincensante non può aver esaurito tutte le energie; non può averle bruciate al punto che chi ha intravisto una conferma al lavoro “scrupoloso e non superficiale” non legga neanche di straforo la conferma di qualcosa di ben più incisivo, pericoloso, anzi devastante per l’immagine della Valle Peligna e per il futuro delle iniziative economiche, della stessa vita civile.

Oppure troppo incenso fa l’effetto della nebbia e, signora mia, pure a volerci mettere impegno non si vede più niente…