“QUANTO SI FA NEL MONDO E POI SI MUORE”

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INQUIETANTE ISCRIZIONE IN VICO SQUADRO A POCHI GIORNI DAL TERREMOTO DEL 1706. E DEI REPERTI SI OCCUPA UN LIBRO DI MATTIOCCO E CAVALLONE

7 MAGGIO 2019 – Il secondo volume sulle “Iscrizioni della città di Sulmona”, quello relativo ai reperti del XVII e XVIII secolo”, è stato presentato ieri nell’aula “San Panfilo” dell’ex seminario diocesano in Via Roosevelt alla presenza degli autori, Ezio Mattiocco e Franco Cavallone per iniziativa della Università della Libera Età.

E’ una rassegna puntuale di tutto quello che, di artistico o non, si è sedimentato nelle vie e nei palazzi di Sulmona, con una lettura ragionata dei significati e delle fonti degli scritti. C’è anche il sibillino “Quanto si fa nel mondo e poi si muore”, scritto poco prima del disastroso terremoto del 3 novembre 1706 e ancora leggibile in Vico Squadro, traversa di Via Corfinio. Ne ha parlato Fabio Maiorano, spiegando il percorso della formazione delle scritte e intrattenendosi sul messaggio contenuto in quella iscrizione nel cuore di un centro storico attraversato da ricorrenti terremoti

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