PARADOSSI DELLA VIABILITA’ IN ABRUZZO
3 MAGGIO 2019 – Qualcosa non va nella ripartizione dei fondi per la manutenzione delle strade. La Provincia dell’Aquila promette di riaprire a breve il… ponte sul Giovenco e lo ribadisce una settimana sì e l’altra pure, quasi che si trattasse del Ponte Morandi di Genova, strategico per la circolazione di mezza Italia e per il porto che vuol dire anche il porto della Germania verso il Mediterraneo. E intanto una strada nazionale, che collega il capoluogo L’Aquila a Sulmona, comprende tra i suoi ponti quello sul Fiume Pescara a senso unico alternato (nella foto del titolo un mezzo ingorgo ieri mattina). Ma Caruso, presidente

Una delle foto più movimentate sull’azione amministrativa della Provincia: siamo sul ponte del Giovenco, star dei notiziari estivi
della Provincia, dice che il ponte sul Giovenco sarà riaperto subito.
E Caruso è uomo d’onore.
I viadotti della A25 si stanno sbriciolando e forse Toto e D’Alfonso riusciranno per altra via, rispetto al tentativo di tre anni fa, a servirsene per dimostrare che è meglio sventrare l’Abruzzo con otto gallerie da Bussi a Collarmele radendo al suolo i viadotti di Bugnara, San Cosimo, Cocullo. Ma Caruso dice che a breve il Giovenco non costituirà più ostacolo al traffico sul Giovenco.
E Caruso è uomo d’onore.
Paghiamo non si quanto per bolli e tasse sulla benzina, per le multe dell’autovelox, che dovrebbero servire in parte ad accrescere la sicurezza sulle strade che percorriamo a velocità superiore al limite, ma proprio su una strada a scorrimento veloce come la SS17 dobbiamo rispettare il semaforo rosso per il maquillage che l’ANAS fa al viadotto di Roccapia. Ma Caruso convoca assessori e ingegneri della Provincia sul Ponte sul Giovenco, anche in atteggiamento ispirato e con la mano sul petto (nella foto del testo), promettendo che dall’anno successivo alle promesse si passerà di nuovo sul Giovenco, onde non soffriamo più se ogni volta che andiamo o torniamo dall’Aquila il semaforo del ponte sul Pescara è rosso come una volta il PCI.
Perché Caruso è uomo d’onore.






