LA CHIUSURA DELLA A24 DIMOSTRERA’ QUANTO E’ INUTILE

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ALTRO CHE “ITALIA DIVISA IN DUE”

3 MAGGIO 2019 – In un interessante programma di Rai 1  ieri mattina, è stato affrontato il gravissimo problema della imminente chiusura del traforo del Gran Sasso. La società concessionaria “Strada dei Parchi”, temendo che si possa ripetere uno sversamento di liquido letale dal laboratorio nel ventre della montagna, chiuderà dal 19 maggio l’intero tronco autostradale. C’è, infatti, già una citazione a giudizio per tutte le conseguenze che si sarebbero registrate sulle acque per precedenti incidenti; e si teme che dal bis venga contestata la continuazione nel reato. Alla trasmissione è stato chiamato anche il giornalista de “Il Centro” Domenico Ranieri, quello che qualche mese fa sostenne, in una intervista, che il prossimo terremoto si verificherà a Sulmona e, quindi, voleva sapere se si sarebbero chiusi i viadotti della A25. Il Ranieri ha sostenuto che la chiusura della A24 determinerà la conseguenza che l’Italia sarà “divisa in due” e che da Teramo si dovrebbero allungare di molto di tempi di percorrenza se per raggiungere Roma si dovesse passare per Pescara e, quindi, per la A25.

Sparare panzane del tipo di quelle sfoderate dal tale Ranieri vuol dire sfidare la logica e l’evidenza; oltre che la cartina geografica. Dire che l’Italia sarebbe divisa in due potrebbe aver senso se la chiusura avesse per oggetto un tratto della A1, per esempio a Roncobilaccio o alla casa del diavolo che voglia essere. Ma sostenere la stessa cosa se della biforcazione dopo Torano si chiude un percorso lasciando aperto l’altro vuol dire non conoscere neppure l’orografia abruzzese e, comunque, i tracciati autostradali.

Da Roma all’Adriatico si passa benissimo seguendo il tragitto Avezzano-Sulmona-Chieti-Pescara; poi non si capisce perché bisogna proprio considerare il tratto da Teramo a Roma, come se l’Italia dovesse passare per Teramo. Allora pure se si chiudesse la Bifernina quelli di Campobasso dovrebbero seguire un tracciato più tortuoso per Napoli, ma a nessuno verrebbe in mente di dire che l’Italia sarebbe divisa in due. La chiusura della A24, semmai, dimostrerà che il tratto da Torano a Teramo-Alba Adriatica è stato un inutile doppione del più logico tracciato che gli stessi Romani segnarono per il loro Impero, cioè quello della Tiburtina-Valeria. E certo Mario e Silla e Cesare non andavano a bucare il Gran Sasso, ma tutt’al più costruivano o aggiustavano la Salaria (che infatti fa ancora egregiamente il suo compito).

Hai visto mai che l’Italia si convincerà definitivamente che la A24 fu costruita per garantire un collegamento ad una città come L’Aquila destinata all’isolamento e che l’Abruzzo fu esposto da Natali alla ridicola figura di regione dissipatrice delle risorse nazionali, prontamente criticata da tutta la stampa e contribuendo al tentativo della Lega di descrivere il Sud come l’eterno parassita? La chiusura sarà salvifica e potrebbe ragionevolmente portare alla demolizione dei viadotti della A24, esattamente quello che volevano fare Toto e D’Alfonso, non contraddetti da Andrea Gerosolimo, per la A25. Poi, dalla prova del nove della inutilità del traforo, si vedrà se l’Italia sarà divisa in due. E magari anche che il prossimo terremoto non sarà a Sulmona.

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