UOMINI E LUPI, IL REMAKE VOLUTO DAL MINISTRO

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ABBATTIMENTO ESTESO, MA I DANNI PEGGIORI VENGONO DAI CINGHIALI

6 NOVEMBRE 2022 – Legittima difesa attiva: potrebbe essere così designato il programma del neo ministro all’Agricoltura Lollobrigida, che non esclude l’abbattimento di specie predatorie, tra le quali i lupi e interviene su un tema che in Abruzzo è molto sentito. “Questo è uno degli argomenti importanti che dobbiamo trattare. Dobbiamo proteggere le specie in estinzione, ma non incrementare le specie che possono essere dannose per allevatori e produzione nazionali. Bisogna proteggere i lupi così come gli ungulati e i bovini. È però evidente che se 30 anni fa alcune specie erano in estinzione, come i lupi, oggi sono invece sovrabbondanti: questo è un dato di fatto. Spesso c’è anche commistione tra lupi e cani e ciò produce un danno alla sopravvivenza della razza. La sovrabbondanza danneggia quindi sia l’agricoltura sia i lupi stessi. Bisogna affrontare il problema con pragmatismo e senza ideologia“.

Sbaglia di molto il ministro, che pensa di equiparare il flagello dei cinghiali (contro i quali non si sta facendo niente che sollevi gli allevatori e gli agricoltori dalle continue incursioni) e le aggressioni di orsi e lupi a pollai e stazzi. Il nemico viene individuato sempre nella platea degli ambientalisti chiacchieroni, ma si trascura che studiosi di livello hanno sempre indicato soluzioni per evitare che gli orsi diventino confidenti e che i lupi si avvicinino troppo alle greggi. Non può essere trascurato, ad esempio, che se a Roccaraso un orso era diventato di casa, lo si doveva soltanto alla sciatteria con la quale sono stati abbandonati residui di cibo, talvolta in cassonetti lasciati aperti. Solo in tempi recenti (e con molte falle pure lì determinate dal pressappochismo con il quale si è intervenuti) si è parlato e si è costruito per garantire passaggi più sicuri lungo le strade nazionali nelle direttrici di spostamento degli animali selvatici. L’abbattimento dei lupi è rimedio primordiale. La balla della sovrabbondanza che danneggia i lupi stessi può venire da chi è a digiuno delle dinamiche che presiedono la selezione nell’ambito dei branchi; bufere e territori occupati per mesi da abbandonanti coltri di neve fanno il resto e se i lupi stanno in buona salute in Abruzzo lo si deve proprio alla selezione sempre più incisiva, che rimane insensibile ad ogni politica di protezione.

C’è solo da sperare che dal nuovo governo non venga una norma speciale per rispolverare la figura del luparo. Già la gaffe è stata grande con un articolo aggiunto al codice penale (434 bis) per i rave party quando una migliore organizzazione di polizia può evitare benissimo le improvvise invasioni di incivili; manca solo che i frequentatori dei parchi naturali d’Abruzzo si imbattano in tagliole disseminate da dilettanti allo sbaraglio legittimati da un ministro che non fa distinzione tra cinghiali, lupi, orsi e… bovini.