CAPITOLAZIONE DELLA GIUNTA ALLE IMPOSIZIONI DEGLI ESERCENTI DI BAR E DISCOTECHE DEL CENTRO

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PARADOSSALE LIMITE AGLI SCHIAMAZZI – IL RISULTATO E’ CHE RESIDENTI E TURISTI DOVRANNO ASPETTARE L’1 E 30 PRIMA DI POTER DORMIRE – MA IN COMPENSO SARANNO COLLOCATI BAGNI CHIMICI ANCHE VICINO AI MONUMENTI – QUESTA E’ L’IDEA DI BELLEZZA DEL SINDACO DI PIERO E DI ALCUNI ASSESSORI

4 NOVEMBRE 2022 – Gli esercizi pubblici al centro di Sulmona potranno tenere musica all’aperto fino all’1 e mezza della notte. Il centro sarà dotato di “bagni chimici” per consentire di non disperdere i vari rifiuti organici. Lo riferisce un comunicato emesso da Palazzo San Francesco al termine dell’incontro di oggi tra il sindaco Gianfranco Di Piero, gli assessori Katia Di Nisio, Katia Di Marzio e Attilio D’Andrea e alcuni esercenti di bar, ristoranti e sale da ballo del centro. “Adottare ordinanze per porre divieti o limiti sarebbe un fallimento per tutti” ha commentato l’assessore Di Nisio. Sarà chiesta la collaborazione del COGESA.

Pur di garantire l’apertura dei bar e delle discoteche (perché di pub non si può parlare, date le modalità di svolgimento delle serate e soprattutto il livello di musica e schiamazzi), si sacrifica il diritto dei residenti a riposare in vista della giornata lavorativa; o dei residenti a riposare a prescindere da giornate lavorative; il diritto di albergatori di ospitare persone che intendono soggiornare e, dunque, dormire anche prima dell’1 e mezzo. Sembra che sindaco e assessori, nella preoccupazione di non deludere quegli esercenti che hanno di recente puntato i piedi circa un presunto diritto di diffondere musica perché questo incentiva le consumazioni, abbiano dimenticato che una città è fatta anche di abitazioni e, sotto il profilo turistico, di ambienti che possano ospitare turisti in cerca di bellezza. Secondo il sindaco Di Piero e quegli assessori la bellezza è garantita dai bagni chimici che forse qualcuno di loro riterrà di poter mettere a fianco del palazzo dell’Annunziata, del monumento ai Caduti, della Fontana del Vecchio. Vogliono una città forgiata al modo della Protezione Civile pur di non applicare una regola che sarebbe insita nella normale amministrazione: quella di impedire immissioni sonore moleste e intollerabili. Katia Di Nisio dovrebbe spiegarci dove sta il “fallimento” nella regolamentazione di interessi contrapposti. Il fallimento sta nel tutelare solo gli interessi degli esercenti, per fare del centro il ricettacolo di persone che aspettano l’alba tracannando ettolitri di birra, vino ed altri alcolici e che sarebbero costrette a interrompersi alle 22 o alle 23; cosicchè si arriva al “punto di intesa” dell’1 e 30. E un altro fallimento sta nel pensare che il centro possa risorgere senza coraggiosi interventi di politica fiscale (anche da parte del Comune, certamente) e, se necessario, di attenti controlli di ordine pubblico. Ci fu addirittura chi, da candidato sindaco, sostenne strampalati incentivi alla “movida”. Gli unici interventi hanno riguardato la continua eliminazione di spazi per parcheggi e, molto più di recente, la furia dell’assessore abbattutasi su alberi a ridosso delle mura antiche. Ora non rimane che trasformare il centro in far west.

Abbiamo già rilevato negli anni scorsi che tutti quelli che hanno messo mano a isole pedonali, ztl, piani acustici non abitano al centro e forse nessuno degli assessori che hanno inventato questa soluzione squilibrata mette piede nel centro di notte. Hanno consegnato la città a chi intende imperversare e certamente non avranno neppure un agente di polizia municipale che andrà a controllare se dopo l’1 e 30 la musica all’esterno cesserà. Quindi questa soluzione è anche manifestazione di ipocrisia, come lo è stata l’approvazione del piano acustico al quale erano state assegnate grandi finalità di civilizzazione in un settore, quello dei disturbi notturni, che di civile non ha niente. Il bagno chimico tra le mura medievali e in situazioni non emergenziali: quello ci sembra un fallimento della autorità e della dignità di amministratori.

Dopo un anno di inerzia, la giunta comincia a fare qualcosa. Nel senso che ci fa sperare di poter tornare subito al voto.