DIVAGAZIONI SULLE CURVE DI POPOLI

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DEVIAZIONE LUNGO UNA STRADA STATALE

27 GIUGNO 2015 – L’Abruzzo centrale, quello dei Parchi Nazionali, collocato tra due colossi, con i 2912 metri di altitudine del Gran Sasso e i 2770 della Majella, rivela potenzialità insospettabili per i tour di motociclette e gli stessi austriaci, peraltro ben forniti di curve e strapiombi, nidi dell’Aquila e impennate d’asfalto, si affascinano nel percorrere la SS 17.

Qualcuno vuol fare anche di più: stamane saranno stati in cinquanta a snodare un corteo sulle svolte di Popoli per poi, a Navelli, puntare diritti sulla SS 153 verso Capestrano. Bella iniziativa, va riproposta e promossa.

Ma con qualche preavviso per i poveri disperati che debbono raggiungere L’Aquila di sabato e che hanno solo questa suggestiva e bella SS 17, lasciata dall’Anas piena di buche e addirittura di frane in punti strategici, in prospettiva di come la lascerà quando il tribunale di Sulmona sarà chiuso (Pelino, Legnini e Scelli: mancano due anni all’attuazione del vostro piano legislativo, non sarà il caso che cominciate a mettervi le maschere?). Da Popoli a Navelli, poco prima di mezzogiorno di fuoco, non si andava a più di quaranta-cinquanta Km/h e chi provava a mettersi sulla corsia di sorpasso veniva redarguito con clacson e gesti imperiosi, come se la missione dovesse partire da Otranto per un’altra crociata e si dovessero rispettare gradi ed armature, precedenze e  credenze.

Poi questo dirottamento verso la SS 153, strada della morte, da chi sarà stato voluto? Da D’Alfonso che reputa il tragitto da Navelli a Bussi come un’appendice della SS17 e vuole dirottarci i finanziamenti spettanti alla prima? Che li avesse convocati lui per rallentare i tempi di percorrenza da Sulmona a L’Aquila e sostenere, statistiche farlocche alla mano, che Sulmona si può cancellare dalle cartine stradali, come ha già fatto per le mappe sanitarie, culturali, industriali?

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