CARRARA: “LA FUSIONE DI PARCHI LA FAREI”

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14 SETTEMBRE 2014 – “Garantisco tutta la mia adesione  alla ipotesi di fare Sulmona capoluogo dei Parchi”, fa presente Antonio Carrara (nella foto), Presidente del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, quando si parla della possibilità di riunire i tre Parchi d’Abruzzo (quello che presiede, quello della Maiella e quello del Gran Sasso e dei Monti della Laga) in uno che abbia sede a Sulmona per ovvie ragioni di centralità rispetto al territorio.

L’idea era venuta al Commissario del Pnalm, Rossi: nascerebbe uno dei più grandi parchi d’Europa, che tra l’altro conterrebbe il territorio e le tradizioni naturalistiche di uno dei più antichi, cioè il vecchio “Parco d’Abruzzo” che fu costituito poco dopo la prima guerra mondiale.

“Le politiche che ci uniscono – continua Carrara mentre si trova sui posti dove è stato ritrovato un orso morto venerdì mattina – sono molte, certamente. Per esempio: il caso degli orsi che sconfinano dai perimetri geografici dei singoli parchi ci dovrebbe indurre a ritenere che il contesto naturalistico di tutto questo territorio non può trovare limiti di sorta, tanto meno quelli convenzionali di questo o quel Comune. L’orso trovato l’altro giorno non può essere considerato un problema dell’area naturale (riserva protetta) dell’Alto Gizio solo perché è stato trovato qui e nelle settimane precedenti (se è lo stesso animale) invadeva pollai e stalle di Ponte d’Arce. Lo spazio degli orsi non è quello di dieci o cinquanta ettari. Occorre evitare che si spostino troppo vicino ai centri abitati o alle case sparse, perché una volta che acquisiscono questa familiarità è ovvio che non pensano più a tornare in ambienti più poveri di risorse alimentari. Basti dire che nei giorni scorsi, come mi è stato riferito, un orso ha lasciato intatto un campo di granturco solo perché un po’ più in là c’era un pollaio.

Se, poi, l’idea di riunire i Parchi non dovesse trovare una immediata adesione nella comunità del Parco del Gran Sasso, si potrebbe cominciare con quello della Majella e noi. E su questo abbiamo fretta, perché la protezione dell’orso passa anche per queste strategie.”

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