CELEBRAZIONI BORBONICHE A CIVITELLA DEL TRONTO
23 MARZO 2014 – Parmigiana napoletana, timballo di zite di Ferdinando II, maialino, cassata siciliana e babà sono gli ingredienti del pranzo borbonico a Civitella del Tronto, l’ultima roccaforte del Regno delle Due Sicilie a cedere all’avanzata delle truppe piemontesi, alcuni giorni dopo la proclamazione del Regno d’Italia nel marzo 1861.
La parmigiana napoletana sintetizza i due rami dei Borbone, Parma e Napoli, ma nei due giorni di celebrazioni c’è stato molto di più, con il convegno “La tradizione come responsabilità” all’hotel “Zunica”.
La responsabilità, appunto: quella che assunse Francesco II, 22 anni, adottando il tricolore e issandolo sui palazzi di Napoli per sostenere una Italia che partisse dal più grande e più ricco degli Stati della penisola. Ma quando era troppo tardi, quando cioè la solita classe di nobili avidi stava da tempo corrodendo il tessuto sociale del “regno difeso solo dalle sirene” (come lo chiamerà Eugenio Bennato in una struggente canzone di appena tre anni fa); partendo, ancora una volta, dalla Sicilia per disintegrare quanto nella scienza e nella amministrazione dello Stato era riuscita a creare la classe dirigente meridionale (per riferimenti alle ultime fasi del Regno delle Due Sicilie v. la sezione 150 ANNI di questo sito). Nella foto del titolo l’immagine di una piazza d’armi nella fortezza napoletana di Civitella del Tronto; in basso la campana autentica che suonava anche nelle fasi più drammatiche della difesa, quando il 17 marzo 1861 era stato proclamato a Torino (usando la lingua francese…) il Regno d’Italia.







