RIPROPOSTO UNO SCRITTO CON LA PREFAZIONE DI BENEDETTO CROCE
24 MARZO 2013 – ‘Sulmona 1853′ di Panfilo Serafini è stato presentato sabato scorso a Palazzo Sardi per iniziativa del Centro studi e ricerche “Carlo Tresca”.
E’ la riproposizione di uno scritto tra i più interessanti del patriota sulmonese, con la prefazione di Benedetto Croce nella edizione stampata a Pescara cento anni fa, “per cura del comitato dei sulmonesi residenti in Filadelfia “. Le note introduttive sono del professor Paolo Macry.
Il relatore, prof. Orsini, della “Sapienza” di Roma, con il consueto rigore ed acume già mostrati nella presentazione dei due volumi del Serafini editi di recente, ha illustrato le caratteristiche dello scritto rilevando dati e passaggi di valenza sociologica. Orsini vi scorge un sottile intento politico (certo, né gradito, né consentito dal Borbone) dedotto dal fatto che, in scritti similari dedicati ad altri luoghi del Regno, non si trova cenno alcuno degli argomenti per i quali il Serafini si esprime sui ‘miglioramenti’ riguardanti l’assetto della città ( che oggi si configurerebbero come un vero ‘Piano poliennale di opere pubbliche’,vedi pagg.70-71), lo stato dell’agricoltura (pagg.80-81) e l’assetto socialculturale in generale (pag .87 e segg.).Non ha mancato di sottolineare anche come la scaturigine di certi sentimenti antiaquilani sia risalente e dovuta a ‘sottrazioni’ come quella che il Serafini lamenta quando si duole che il ‘Collegio degli Abruzzi’ “destinato alla istruzione della gioventù regionale” già ospitato nella Badia Celestiniana, sia stato trasferito in Aquila .
Il prof. Costantino Felice, della “D’Annunzio”, all’interno di un inquadramento regionale delle vicende economiche, ha sottolineato come in Sulmona un terzo della popolazione (3.000 abitanti) si dedicasse alle ‘arti liberali’, al commercio e all’industria, e la parte restante (9.000) all’agricoltura, il che configurava l’assetto di Sulmona non come quello di una ‘agrotown’ meridionale ( termine del lessico storiografico corrente, presente nelle note introduttive del prof. Macry) ma come quello di un centro socialmente articolato di impronta urbana.
Il prof. Felice ha illustrato le caratteristiche ‘industriali’ storiche della nostra zona, stante l’abbondanza delle risorse necessarie per la manifattura, e cioè l’acqua e legna-carbone.
Il prof. Crociata ha esposto – riferite alla nostra città – le valenze proprie di una concetto di ‘cultura’ producente a sua volta benessere e , in quanto tale, fattore di economia della spesa sanitaria pubblica e non solo. Ha poi proseguito nell’ illustrare l’applicabilità di tali idee alla nostra città.






