Casi, casini e caselli sull’uscita di Pratola

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Le tortuose “messe in sicurezza”

Ferrari_al_caselloIl Sindaco di Pratola, De Crescentis, intervistato da Antonio Di Bacco per “Diario di bordo”, ha detto che la proposta di costruire un altro casello autostradale nella Valle Peligna non è “seria”. Magari di fronte a tante argomentazioni, anche tecniche, ci si sarebbe aspettata una valutazione meno aggressiva: abbiamo parlato di casello e non di casino, dunque almeno un poco seria la proposta lo era.  Ma nella polemica bisogna assorbire i colpi, tanto più che il Sindaco aggiunge che il problema si risolve altrove, cioè migliorando l’accesso in Roma, che causa la vera perdita di tempo.

Ci fa piacere che chi usa l’autostrada ha diritto di dire che occorre fare lavori in tutto il territorio attraversato pur di renderla migliore: fino a qualche giorno fa ci era stato detto che non potevamo mettere il becco sull’uscita di Pratola perchè stava nel territorio di Pratola. Ovviamente, fatti i debiti rapporti di forza e di importanza, il sindaco di Sulmona potrà interferire sul casello di Pratola e il sindaco di Pratola potrà dire dove e come organizzare la viabilità di uscita ed entrata a Roma.

Ma De Crescentis ha detto anche un’altra cosa: non sopporterà più che si verifichino tante morti sul tratto dall’attuale raccordo di Roccacasale a Santa Brigida e pretende la “messa in sicurezza”. Ha idea di quello che l’Anas intende fare? Escluso che la “messa in sicurezza” sia una funzione liturgica in commissariato, è opportuno che al serissimo sindaco di Pratola, che non vuole casini e caselli, qualcuno dica (visto che non ha letto i resoconti dell’incontro del dirigente Anas, Miele, al Comune di Sulmona) che l’azienda delle strade farà in quel tratto peggio di quello che ha già fatto sul piano di Navelli: sbancamenti, rotatorie, strade complanari, insomma un vero…casino, perchè una strada importante come la SS17 non può rimanere com’è se seguita a passarci il traffico in uscita dall’autostrada. L’idea dell’ANAS, stia sicuro il sindaco di Pratola, è serissima e l’ANAS ha tutti i mezzi per realizzarla, anche prima che il Comune di Roma accolga le intimazioni del Comune di Pratola a spianare l’ingresso degli abruzzesi fino a Piazza del Popolo.