15 GENNAIO 2012 – Non è un Requiem per il Regno delle Due Sicilie, i toni non sono quelli del pianto nostalgico e disperato, del “come sarebbe stato bello se Garibaldi non fosse sbarcato”: ci sono, invece, ritmi allegri, accompagnati dalla soavità che può venire solo dalla consapevolezza che ormai tutto è irreversibile, che il sacrificio di tanti briganti
(e delle loro brigantesse) non può riportare sul trono quel mite Francesco II, “ventitre anni, ancora guaglione”.
Il cd “Questione Meridionale”, che Eugenio Bennato presenterà giovedì sera a Pescara al “Massimo” prende di mira un nemico di tutti, una gorgone che non ha tempo: l’Ingiustizia, che si consuma da sempre e forse per sempre si consumerà nonostante il genio musicale che la colpisce con un sarcasmo sottile e intelligente, non violento, ma avvolgente nella sua strettissima logica. Come il sarcasmo che descrive l’imperativo delle truppe piemontesi nella lotta al brigantaggio: “E Ninco Nanco deve morire / pecchè si campa putesse parlare / e si parlasse putesse dire / qualcosa di meridionale”, con il coro che alterna la lucida spiegazione in perfetto italiano: “Sarà una spina nel fianco / Ninco Nanco quanno campa / sarà una spina nel cuore / Ninco Nanco quanno more”.
Oppure come l’amara constatazione delle stragi compiute sui paesi inermi, a macchiare l’aureo contorno disegnato sulla missione dei Mille : “ Mille camicie / per giocare a questo gioco / mille paesi / che son messi a ferro e a fuoco / che sopravvive morirà a Fenestrelle / questa è una guerra / come tutte le altre guerre”, ove Fenestrelle è il lager istituito dai Piemontesi per deportarvi i prigionieri del Sud, una sorta di Guantanamo dell’Ottocento.
Nella foto accanto al titolo: Villa Raffaele, alla Badia di Sulmona, dove Vittorio Emanuele II dormì prima di incontrare Garibaldi a Teano (Taverna Catena)






