PROGETTI LOCALI E PARTENZE

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L’agenda di chi resta

10 APRILE 2010 – Si estende il dibattito sulle scelte dei Sulmonesi tra i tentativi di incrementare l’economia attraverso un impegno sul territorio e la partenza verso altre realtà e opportunità di lavoro. Oggi riportiamo questa lettera di Antonio Di Bacco, che sta coltivando una ipotesi di “marchio” locale. E’ indirizzata a Giuseppe Guastella, che sull’argomento ci aveva fatto pervenire un interessante contributo

Caro Giuseppe,

ho letto e riletto il tuo articolo apparso sul n.1 del  Vaschione, il bel giornale di Vincenzo Colaiacovo.  Sono tra quelli che ha scelto di rimanere a Sulmona. Ho  fatto per 20 anni il pendolare come impiegato di una  pubblica amministrazione: un anno a Roma, il resto, 19 anni, all’Aquila. Dal dicembre 2005 sono passato al Comune di Sulmona.

Nel frattempo, come sai, ho sempre curato la mia principale passione, il giornalismo, e specie negli ultimi anni ho dato  il mio modesto contributo, realizzando un programma (Diario di bordo) abbastanza seguito.  Non è di questo però che volevo parlarti. Mi sembrava una  premessa indispensabile, per sottolineare che  anche chi ha deciso di rimanere in questa valle di lacrime ha  accettato una sfida non proprio semplice. Giunto a 48 (quasi 49) anni, mi sono rimesso in gioco. Con altri 4 soci, ho costituito una società, DiSulmona Srl, partendo da un marchio registrato qualche anno da Ubaldo Santarelli, quello del lanificio (poi spostatosi nella > produzione dei confetti).  Ho scritto io il progetto, l’ho proposto a questi amici  (tra cui il commercialista Roberto Gentile) e l’abbiamo realizzato. Che cosa è presto detto. Per adesso abbiamo messo a sistema numerosi produttori del Centro Abruzzo (pasta, olio, miele, vino, confetti, zafferano): da loro acquistiamo i prodotti, che poi mettiamo sul mercato tutti con un unico  marchio. DiSulmona appunto. Un marchio che parla da solo, tipo DiVarese o DiSaronno, immediatamente riferibile a una città abbastanza conosciuta, ma che al tempo stesso vuol ricomprendere tutto il territorio.

E qui la prima novità. Scannesi, pratolani, pacentrani, ecc: tutto il circondario ha sposato questo progetto, ormai realtà, e abbiamo puntato l’accento proprio sul fatto che dovessimo presentarci come “città-territorio”. L’altra novità è che non abbiamo chiesto un centesimo a nessuno. Nè ai Comuni (che hanno conferito il semplice e gratuito patrocinio) nè ai nostri “associati”, che tali non sono. Non c’è una tassa di ingresso, una commissione, una tessera da pagare. Noi abbiamo messo soldi nostri:  acquistiamo i loro prodotti, li paghiamo cash e li rivendiamo. Per adesso solo su Internet (dai un’occhiata al nostro portale www.disulmona.com); abbiamo preso parte anche a un paio di fiere in città, soprattutto per farci > conoscere.  Pensiamo che la nostra iniziativa possa andare a regime entro i tre anni. Nel frattempo, stiamo attivando anche altri canali promozionali (italiani all’estero, per esempio) e iniziative in diverse wine bar di Sulmona e dintorni (Popoli).  In questo nostro progetto stanno per entrare anche i  B&B (di cui tu parlavi nell’articolo) di Sulmona. A chi vuol aderire chiediamo un acquisto simbolico dei nostri prodotti. Ti preciso che sempre in questi giorni ho aperto anch’io un nuovo B&B: con mia moglie abbiamo acquistato l’appartamento al primo piano dello stabile dove abitiamo (tra il ristorante Vecchio Muro e le Poste Centrali, l’abbiamo ristrutturato per intero, e ci siamo messi sul mercato (molto fiacco). Sei hai cinque minuti, puoi visitare anche il sito www.amores.it Quanto meno, posso dire che io ho provato a fare qualcosa. Non la solita idea, più o meno realizzabile, dall’albero di natale sul Morrone al Parco religioso da te evocato, in attesa di chissà quale manna dal cielo.

Ma un progetto imprenditoriale, avviato dopo un anno di studi e riunioni e culminato con la costituzione davanti al notaio di una Srl. Un progetto il cui sito web è solo il punto di partenza. Noi vogliamo realizzare un vero e proprio marchio d’area. Non solo per i confetti, quindi. Non solo per i prodotti enogastronomici: difatti presentiamo già adesso ceramiche e coperte abruzzesi (tra poco anche arte  orafa di Pescocostanzo, statuine del presepe di Pacentro, tombolo di Scanno, ecc.). Per questo progetto abbiamo la necessità della collaborazione soprattutto delle Istituzioni: gli eventuali finanziamenti che dovessero concederci, saranno girati ai nostri produttori, affinchè possano certificare, a seconda dei casi, i processi produttivi o la biologicità dei prodotti alimentari. Sulmona, la Valle Peligna e il Centro Abruzzo possono risorgere solo se puntano, come dicevi anche tu, solo se puntano sulla qualità, sulle bellezze naturali, sui parchi, sui prodotti biologici, sulla ospitalità, sulla cortesia, sulla vicinanza con Roma e Napoli, su un aeroporto d’Abruzzo a 20 minuti da Sulmona…e mi fermo qui. Di possibilità, insomma ce ne sono. Ma ci vuole coraggio e fantasia, qualche soldino e soprattutto tanto tanto lavoro. > L’anno scorso è stato con noi Clooney (e la Canalis) per tre mesi. A luglio arriverà il Papa: qualcosa si muove, e  dobbiamo muoverci anche noi. E i politici, ti starai chiedendo, che tipo di attenzione hanno riservato nei confronti del nostro progetto? A chiacchiere sono tutti con noi. Vedremo quello che di  concreto riusciranno a fare. Ci hanno fatto preparare (parlo della Provincia) 20 scatole di confetti per la BIT e non sono passati neanche a ritirarle…

Scusami se sono stato piuttosto prolisso, ma un minimo di  spiegazione era doverosa. A questo punto, ti invito a una degustazione dei nostri prodotti, non appena tornerai a Sulmona. Se in qualche modo riesci poi a darci una mano nel divulgare sito, prodotti e progetto, te ne sarei particolarmente grato.

Attendo quanto meno un tuo franco giudizio

Tonino

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