Rischi di esplosioneTutela dell’ambiente e vantaggi per le casse comunaliIl “no” del Comune di Sulmona anche all’impianto SNAM è la seconda risposta alla ipotesi di uno sfruttamento industriale avvertito dalla popolazione come un pericolo. La prima decisione ha riguardato il cementificio, ritenuto, secondo una massiccia azione di protesta del Comitato che si era costituito, portatore di gravi conseguenze soprattutto per le polveri sottili che avrebbero coperto l’intero territorio. C’è da annotare, per cronaca, che a favore di quel cementificio si è pronunciato il Comune di Bussi sul Tirino e probabilmente, quindi, l’opera si realizzerà alle porte della Valle Peligna.
Per quanto si sia innescata una dura polemica proprio nei giorni scorsi, l’atteggiamento del Comune è stato indirizzato ad escludere in ogni caso e ad ogni costo che l’impianto della SNAM si potesse collocare sul territorio comunale. Inizialmente, da Palazzo San Francesco è stato evidenziato che non tutti i tre apparati previsti (ciascuno della potenza di 11 megawatt) sarebbero entrati sempre in funzione contemporaneamente; questa valutazione ha portato a ritenere che venisse così manifestata una condotta possibilistica, magari volta ad aumentare il prezzo della trattativa o soltanto a stemperare la opposizione degli ambientalisti, di quelli radunati in gruppi locali e dei molti che agiscono individualmente o collegati soltanto ad organizzazioni nazionali con il filo della “rete informatica”.
In realtà anche un punto critico faceva apparire accreditabile una certa posizione di attesa dell’amministrazione come sarebbe successo (ma poi è stato smentito) per la vicenda del cementificio. Infatti, alle contestazioni della base ecologista che ormai è presente in ogni partito, veniva ribattuto che comunque, a tutto concedere, di cementifici nel più vicino circondario esistono due, uno a Popoli e l’altro a Corfinio; tanto sarebbe valso tenersi un cementificio sul territorio, con le ricadute economiche che questo comunque comporta. E si aggiungeva che, in stretta connessione con l’argomento degli impianti di gas, già un potente impianto esiste nell’area del nucleo industriale e nei pressi dello stabilimento della “Magneti Marelli”
Ma questo spunto non è andato oltre il valore di una annotazione. Non serviva a preparare il terreno ad una inversione di tendenza.
A questo punto, le polemiche sulle interpretazioni hanno un valore molto relativo: almeno un punto fermo è stato posto e la amministrazione non ha intenzione di tornare sui suoi passi. Gli impianti di gas non saranno consentiti.
Ora uguale energia dovrà essere spesa per sapere cosa ci sia effettivamente sotto il Monte San Cosimo: ma questo è un fronte che riguarda anche altre amministrazioni comunali, perché sul campanile della chiesetta confluiscono i confini di Sulmona, Prezza e Pratola Peligna.





