PASCIA’ DI NICOLA E PASCIA’ DI GIROLAMO

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SEPPURE NON FARANNO NIENTE, I DUE SENATORI FARANNO SEMPRE MEGLIO DI PELINO E PEZZOPANE

5 MARZO 2018 – Stare al posto di Primo Di Nicola e di Gabriella Di Girolamo è stare da pascià: sono stati eletti dai Sulmonesi per il Senato.

Possono non fare niente per poter dire di aver fatto meglio di Paola Pelino e Stefania Pezzopane: rispetto alla prima, è difficile eguagliare il record di distruttività per Sulmona che è stato raggiunto con la votazione della legge di soppressione del Tribunale; rispetto alla seconda, è difficile dirottare su un’altra città, per esempio su Pescara, tutto quello che ha dirottato su L’Aquila (ad incominciare dagli interventi per salvare istituzioni e fabbriche dell’”Aquila mea”) e tutte le energie che ha speso per conservare il capoluogo sul cocuzzolo aquilano.

Rispetto alla prima e alla seconda è difficile far finta di perorare la causa del Bimillenario ovidiano raggiungendo l’obiettivo di far approvare una legge a Bimillenario scaduto. Rispetto alla prima è difficile sostenere un affossatore di Sulmona come Bruno Di Masci lasciandosi relegare, da senatrice in carica, nei pressi del palco elettorale, ma giammai invitata a salirvi, come ha consentito che si facesse nel comizio delle “comunali” del candidato che diceva di rappresentare il PD. E deglutire tutto questo solo nella speranza di essere sostenuta nelle elezioni del 2018. Rispetto alla seconda, è difficile far nominare alla presidenza di un parco nazionale un direttore di un nucleo industriale, che tutto quello che aveva fatto era il Parco del Vella. E abbiamo detto tutto; e abbiamo visto i risultati.

E anche quando finirà il mandato, quando manterranno l’impegno di limpidezza e cristallinità che vincola tutti i Pentastellati di non andare oltre il secondo mandato, sarà difficile per Di Girolamo e Di Nicola uscire dalla scena come Paola Pelino che, dal tanto strombazzare il suo impegno per Sulmona, si è fatta nominare in un collegio nel quale non potrà fare niente (per fortuna) per Sulmona e presumibilmente neppure per gli elettori che neppure conosce, come i teramani, pur di stare in Senato a rimediare la paga per fronteggiare i debiti in banca e con fornitori, professionisti.

Quanto all’impegno per il proprio collegio, seppure non si renderanno reperibili per un paio d’anni, Di Nicola e Di Girolamo potranno sostenere di aver avuto molto da fare, senza essere smentiti dalle apparizioni in talk-show dal contenuto leggermente diverso da quello politico, ai quali la Pezzopane si è dedicata mentre parte del suo collegio (guarda caso: Sulmona) precipitava nelle fauci di D’Alfonso e Gerosolimo e si avviava a diventare il cimitero-pattumiera che entrambi si industriano di realizzarvi.

E con tutto questo, c’è ancora qualcuno che sostiene che i grillini non possono amministrare perché non hanno esperienza e non hanno struttura e non hanno senso della politica? Ma l’esperienza è quella di fregare gli elettori approfittando dell’incessante appetito dei più miserabili tra di loro e della pavida pretesa che tra loro spesso serpeggia nel garantirsi la protezione di un potente? E proprio chi ha votato per Pezzopane e per Pelino pensa di poter sostenere che i grillini porteranno la società allo sbando?

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