IN ABRUZZO DI MATTINA? SOLO CON L’AUTOSTOP

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SCONCERTANTE BUCO DALLE 7 ALLE 15 – MA I PARLAMENTARI DEI “COMPETENTI” SI BATTONO SUI PEDAGGI E SUI TERMINAL

La ferrovia ROMA.PESCARA

8 DICEMBRE 2018 – I partiti politici usciti suonati dalle elezioni del 4 marzo sono compatti nell’accusare gli “incompetenti” che hanno formato il Governo. E su questo potranno giudicare gli elettori alle prossime “Politiche”. Già da ora, però, si può giudicare il livello di malafede dei parlamentari che hanno intrapreso una battaglia su tutto quello che “il Governo non ha fatto per tutelare i pendolari tra Abruzzo e Roma”.

Si cita, al riguardo, il rincaro dei pedaggi autostradali; ma non si cita il fatto che nessuno dei rincari precedenti, giunti a cadenza biennale e superiori alla media di tutti i pedaggi autostradali d’Italia, è stato mai rintuzzato dai “governi dei competenti”, cioè dal governo che doveva garantire la sopravvivenza delle televisioni di Berlusconi oppure dal governo che proclamava di voler abbattere Berlusconi, ma non approvava mai una legge sul conflitto di interessi e, prima con D’Alema, poi con Renzi, ha inciuciato con Berlusconi.

Prendiamo l’esempio dei collegamenti tra Roma e l’Abruzzo: non abbiamo sentito un esponente del PD, oppure uno di Forza Italia (Rifondazione, poi, è sempre stata latitante sul punto, sebbene abbia asserito di combattere per gli svantaggiati) sottolineare che da Roma all’Abruzzo i collegamenti ferroviari o per pullman presentano un “buco” dalle 7 di mattina alle ore 15, di modo che chiunque volesse raggiungere l’Abruzzo da Roma o dall’aeroporto di Fiumicino in una qualsiasi ora della mattinata dovrebbe arrangiarsi, magari ricorrendo all’autostop. Quale importanza può assumere la questione dei pedaggi autostradali se il problema vero è che al trasporto privato nessuno ha saputo fornire una alternativa? Una regione con vocazione turistica che non può essere raggiunta se non all’ora della corrida è una regione che parte svantaggiata.

Ma a questo i pensosi governanti di quaranta anni di inciucio tra la cosiddetta Destra (in realtà l’accozzaglia di affarismo e lobbysmo che si è dimostrata) e cosiddetta Sinistra (in realtà la brutta copia della accozzaglia già detta) non hanno mai… pensato di rimediare ed oggi è normale che i pedaggi gravino come fardelli sull’economia di pendolari studenti e lavoratori, visto che non c’è una alternativa al trasporto privato. con il treno o, comunque, del trasporto collettivo.

La stazione di Sulmona durante una nevicata

Ovviamente tutto il discorso vale con la sola eccezione dell’Aquila, per la quale i collegamenti  esistono e a tutte le ore, a dimostrazione che quella città fa parte concettualmente e fisicamente di un’altra regione (sbilanciata a Nord-ovest della cartina geografica e sostanzialmente protesa a conservare il suo ruolo di appendice romana nella landa d’Abruzzo più desolata ed improduttiva). Eppure ancora in queste ore si parla di scongiurare l’aumento dei pedaggi e si sottolinea la strepitosa vittoria nella battaglia per la conservazione del terminal dei pullman a Tiburtina. Davvero i parassitari parlamentari dei partiti usciti con le ossa rotte dalle ultime consultazioni dispongono di mezzi di distrazione di massa se fanno apparire la guerra del pedaggio e quella del terminal come le Termopili della tutela dell’Abruzzo

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