IL CSM PUNTA SULLA SOPPRESSIONE

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Timido tentativo di accesso alla giustizia

SALTA L’INSEDIAMENTO DEL NUOVO PRESIDENTE DEL TRIBUNALE?

5 OTTOBRE 2019 – Tempi ancora lunghi per la designazione definitiva del presidente del tribunale di Sulmona. Pesa su questa procedura al Consiglio Superiore della Magistratura la prospettiva che l’ufficio fa parte di quelli da chiudere entro il primo semestre del 2020. Al periodo di otto anni, non prorogabile per legge, di mandato al presidente attuale (iniziato nel novembre 2011) seguirà una lunga reggenza per il presidente facente funzioni, cioè Marco Billi, che però ha chiesto il trasferimento a L’Aquila e, quindi, al suo posto dovrà “reggere” il tribunale il magistrato nell’ordine più anziano, il giovanissimo Daniele Sodani, che però ha maturato da tempo il periodo che gli consentirebbe di avvicinarsi a Roma. Nelle scorse settimane si era parlato dell’aspetto molto positivo, costituito dalla probabile destinazione di un magistrato già scelto dalla apposita commissione: si faceva il nome di Elvira Buzzelli, ora consigliere presso la Corte d’Appello dell’Aquila.

Ma tutto al CSM fanno per cucire la reggenza con la soppressione; intanto la destabilizzazione incalza e al tribunale di Sulmona non vengono mandati nuovi giudici (in vista dei trasferimenti di quelli che attualmente ci stanno) e addirittura vengono trasferiti immediatamente i cancellieri che lo chiedono. Fa il resto il calo vertiginoso di cause che vengono trattate: al posto delle 170-180 di ogni mercoledì di venti anni fa, i ruoli segnano 25-30 cause, qualcosa di simile alla vecchia pretura di Pratola Peligna, tanto vituperata perché troppo vicina a Sulmona e quindi soppressa.

E precipita il numero di avvocati che esercitano effettivamente, oltre a quello degli iscritti all’Ordine. Insomma, una soppressione già in atto, che dovrebbe consigliare gli avvocati intenzionati a continuare la professione di guardare verso altri lidi. E la gente vota per un posto dei figli al COGESA…

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