EX ASSESSORE NEL CANALE, MOLTI I PUNTI DA CHIARIRE

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GEROSOLIMO TENTA DI BLOCCARE UNA ALFA ROMEO STELVIO SFRENATA A PRATOLA PELIGNA SUPERIORE

29 DICEMBRE 2019 – Ai giornalistoni professionisti di Sulmona chiediamo di chiedersi se le lesioni o i traumi riportati dall’ex assessore regionale Andrea Gerosolimo, in un curiosissimo episodio di qualche giorno fa, siano compatibili con la ricostruzione che egli ne ha dato oppure se abbiano diversa origine.

Non ce ne potrebbe fregà di meno, come dicono a Roma, ma visto che è stato assessore regionale fino a due anni fa e che regge una giunta traballante al Comune, dopo aver messo Caruso a presidente della Provincia, mandato Margiotta al Cogesa (nel senso di averlo nominato amministratore unico), Di Loreto alla SACA, e visto che proprio lui ha fatto motivo di divulgazione al colto e all’inclita di questo episodio ai confini dell’irrilevanza, sarà il caso di approfondire.

Dice che gli si è sfrenata l’Alfa Romeo Stelvio (evidentemente ne aveva una senza il cambio automatico, quando a noi che volevamo sostituire la nostra SAAB dai 250.000 chilometri hanno fatto vedere solo e soltanto automatizzate) e che per trattenerla è finito in un fosso (dove in genere finiscono quelli che ricevono una “mazziata”).

Mazinga dall’invincibile torace

Ma soprattutto si sarebbe procurato lesioni (o un trauma) allo sterno ed è poco probabile che abbia affrontato una Stelvio come Mazinga, invece di scansarsi e tutelare il suo futuro politico e quello dell’intera vallata.

Poi il fatto è successo vicino a Pratola Peligna superiore (nella seconda foto) e con lui c’era il presidente della SACA Di Loreto. Può essere pure che si siano fermati per un impellente bisogno organico, data l’età che avanza, ma possibile che a un paio di chilometri da casa sua e a un paio di chilometri da casa di Di Loreto si dovevano fermare proprio là?

Indaghino i giornalistoni professionisti che una norma del codice di procedura penale mette al riparo dal dovere di riferire al pubblico ministero su chi ha fornito notizie e particolari, mentre noi mortali pubblicisti potremmo essere presi per la collottola (metaforicamente) e tenuti dal PM a disposizione fino a quando non sputiamo l’osso.

Addirittura il Gerosolimo ritiene di essere stato “miracolato”; prima di passare a queste categorie liturgiche sarebbe il caso di informare i lettori sui tanti punti contraddittori del racconto, non sollecitato, ma ormai di dominio pubblico per volontà del… canalizzato. Prima di sbandierare la protezione divina come un Berlusconi qualsiasi, risponda alle domande dei giornalistoni professionisti di Sulmona (ma dove sono? li dobbiamo chiamare noi?).

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