PRESENTATO IL GRUPPO DI CONTINUITA’

696

GEROSOLIMO SI APPOGGIA ALLA LISTA DI DI MASCI CHE APPOGGIAVA LA CASINI CHE GEROSOLIMO NON APPOGGIA – SCONCERTO PER IL TRATTAMENTO DEL GRANDE VECCHIOLA VICINANZA MANIFESTATA AL FARO DELLA POLITICA RIDOTTO A LUMICINO

19 SETTEMBRE 2021 – Godibile scenetta alla presentazione di una delle sette liste che si battono per eleggere Gerosolimo a sindaco, secondo quella discontinuità dalla sindaca uscente Casini, che però trova una sorprendente continuità proprio in “Democratici per Sulmona”, voluta da Bruno Di Masci che non voleva Casini e dava della “faccia di bronzo” e “bulletto di Prezza” a Gerosolimo quando si presentò per farsi eleggere sindaco; e che adesso sostiene Gerosolimo, che fece eleggere Casini sindaco, ma non la vuole confermare oggi. Più che una lista elettorale, è un gruppo di continuità, di quelli che si collegano per evitare sbalzi eccessivi di elettricità. Ma continuità nell’alternanza che è la più evidente caratteristica di Bruno Di Masci, il vero alternatore della politica sulmonese, tanto per rimanere al campo elettrico; ancora preso da scatti improvvisi, che pare siano la conseguenza delle scosse ricevute da Domenico Susi ai tempi nei quali il Nostro cercava di inserirsi nel circuito elettrizzante della politica.

Insomma, mentre Gersolimo parlava male dei 5Stelle, avendo ancora la adrenalina in circolo per la folla di gente plaudente verso Conte dall’Annunziata a Via De Nino, Di Masci l’ha interrotto. Voleva dire che i grillini hanno fatto peggio che astenersi dal salvare il tribunale, giungendo addirittura a volerlo sostituire con un ufficio di prossimità. E, forse emozionato perchè parlava in presenza di Lui (come Bondi quando c’era Berlusconi) ha detto che volevano metterci un tribunale di vicinanza. Senza arrivare all’apice di una conferenza stampa dell’ex presidente del Parco nazionale della Majella, il duetto è balzato tra le vette della comicità, se in queste si vogliono comprendere gli esempi peregrini prodotti a ritmo serrato dal consiglio comunale. Il candidato sindaco ha bloccato subito Di Masci, come si fa con il nonno quando partecipa alle feste di famiglia alle quali non può mancare, sennò si pensa a chissà quale progetto sulla prevista eredità.  Di Masci voleva rafforzare il discorso di Gerosolimo, ma lo indeboliva e Gerosolimo, per impedire qualche altra performance più dannosa, si è ripreso la scena, anzi la scenetta.  

Per i presenti alla prima uscita del nuovo gruppo di continuità è stato un trauma. A  Luciano Marinucci si poteva accendere una candela in bocca.  Lo stesso consigliere uscente eletto, Di Rienzo, ha avuto qualche attimo di fissità oculare, lui fedelissimo di Di Masci e, quindi, fedelissimo al disegno contro Casini sindaca, poi casiniano quando Casini era sindaca e oggi di nuovo anticasiniano, quando Casini sta per lasciare lo scranno più alto. Continuava lo sbigottimento per la ritirata alla quale era stato indotto il loro padre spirituale e non hanno mancato di fargli sentire tutta la loro… vicinanza. Anche manifestandogli affetto in… prossimità dell’abbandono definitivo del seggio consiliare, conquistato in alternativa a Casini e gestito in sua continuità.

Quell’aria da “Ma dove sono capitato?” si leggeva in Marinucci anche quando, per scagliarsi contro Giuseppe Conte, Gerosolimo lo ha più volte indicato come “Presidente del consiglio emerito”. Conte è un ex presidente del consiglio dei ministri e chi ha ricoperto tale carica non diventa mai emerito; resta ex; come chi, avendo fatto l’assessore regionale, diventa ex assessore. Avete mai sentito che Gerosolimo è un assessore regionale emerito? Non c’è bisogno di arrivare alla perfezione della definizione del “Dizionario dell’uso” in sei volumi del De Mauro, cioè di chi non esercita più un ufficio, pur conservandone il titolo, come un professore. Basta girarsi attorno per riscontrare che Conte è un ex presidente e forse, anzi molto probabilmente a giudicare da come lo accoglie la gente mentre Gerosolimo sta dietro alle persiane a rosicare, un presidente incoming del Consiglio dei ministri.

Il cammino della campagna elettorale dell’assessore non emerito è costellato di frasi dette in confusione, a conferma che egli non regge la tensione e, pur avendo molto bisogno di gruppi di continuità, li disinnesca, preferendo alternatori poco governabili. Quello che appare chiaro è che non sopporta chi dia un qualche segno di vivere di luce propria, cosicchè lo riduce al lumicino. Un lumicino di continuità.

Please follow and like us: