GEROSOLIMO: “MA A CHE CI SERVE IL TRIBUNALE?”

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SORPRENDENTE EXPLOIT DEL CANDIDATO SINDACO IN DIREZIONE CONTRARIA AL “PROGETTO CAPOGRASSI” – I BRUTTI SCHERZI DELL’EMOZIONE GESTITA MALE CHE FANNO RIMPIANGERE ANNAMARIA CASINI QUANDO LASCIAVA IL CONSIGLIO COMUNALE

8 SETTEMBRE 2021 – Visibilmente emozionato tanto da non reggere la tensione del momento, anche con la reiterazione di “grazie”, “grazie” “grazie” ripetuti più di venti volte in pochi secondi come nelle presentazioni degli aspirapolvere e delle pentole a pressione, il candidato sindaco Andrea Gerosolimo ha concionato i candidati delle sette liste alle sei di pomeriggio del sei settembre e, forse proprio per l’eccessivo carico di emozione, è incappato in una contorta frase, attraverso la quale voleva manifestare la scelta di caratterizzare la campagna elettorale secondo il principio della “verità”, dopo aver ribadito l’intento della “pacificazione”.  Anche con una mimica impacciata che traspare dal video fatto subito circolare dai megafoni delle forze alleate (il complesso delle sette liste presentate alle sei)  ha pronunciato uno strafalcione alla Franco Iezzi (che infatti, dopo la spiegazione del Notam, pare lo appoggi in questa scalata a Palazzo San Francesco).

Letterale: “Il tribunale e la centrale di compressione a gas sono insediamenti, in particolare quello della centrale di compressione a gas, sono insediamenti che noi non vogliamo e non ci stancheremo mai di rappresentare la nostra contrarietà”. Ah, be’, Gerosolimo non era quello del “progetto Capograssi” con il quale ha coglionato anche qualche magistrato a livello apicale per dare a vedere che intendeva salvare il tribunale? Ora, al pari della centrale del gas, non lo vuole più e non si stancherà mai di “rappresentare la sua contrarietà”. C’è il rischio che, per amore di verità, al primo comizio dirà che il palazzo dell’Annunziata sta meglio a Boston se ce lo pagano bene e tutto sommato Ovidio si può considerare aquilano con qualche stiramento di date (sempre con il supporto di Franco Iezzi).

Uno dice: sarà una frase infelice, voleva dire il contrario, tanto più che anche la centrale di spinta del gas l’ha voluta, perché altrimenti non avrebbe mandato alla riunione tra Regioni e Governo, quando lui era assessore alle aree interne, il vice presidente della giunta regionale Giovanni Lolli che non sapeva un fico secco, né di centrali, né di gas e tutt’al più poteva avere qualche nozione di spinte.

Lui nel video non si corregge e, a dimostrare che proprio non vuole il tribunale, ha presentato qualche minuto dopo, cioè verso le sette, quale nuova forza a suo sostegno, Paola Pelino, che da senatrice ha votato la legge per la soppressione del tribunale.

Se questo sarà il sindaco che non sa gestirsi l’ansia, era meglio che ci tenevamo Annamaria Casini che, quando le si confondevano le idee, abbandonava l’aula consiliare limitandosi a dire “non lo tollero”, senza arrivare a pretendere la soppressione del tribunale.