LE SETTE LISTE PRESENTATE ALLE SEI DEL SEI SETTEMBRE

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DISCRASIE NEL QUARTIER GENERALE DI GEROSOLIMO – E PAOLA PELINO NON PORTA I “2000 AND BEYOND” VOTI

7 SETTEMBRE 2021 – La grande opportunità di presentare alle sette del sette settembre il raggruppamento delle sette liste è stata sottovalutata da Gerosolimo, che infatti ha presentato il raggruppamento delle sette liste alle sei del sei settembre. Di qui una serie di imprevisti prevedibilissimi: per esempio che si presentasse Paola Pelino a offrire il proprio sostegno alle sette liste, inconsapevole della discrasia di farlo alle sei. I gesti plateali dei presenti affinchè rinviasse di 25 ore il suo endorsement a Gerosolimo sono stati interpretati come espressione di consensi, cosicchè la supporter di sempre di Silvio Berlusconi l’ha tirata per le lunghe fino alle otto, di fatto sopravanzando l’ora x, che appunto sarebbero state le sette, anche se, eccezionalmente, del sei settembre. Di qui, come nell’equilibrio precario del castello fatto con le carte, un crollo dopo l’altro. Quanti saranno i voti che l’ex parlamentare, posizionata da Berlusconi in lista al Senato e poi alla Camera proprio per evitare le preferenze, potrà portare in dote a questa anomala alleanza? Sei a tutto concedere; meglio sarebbe stato se l’avessero fatta parlare il trenta di settembre. La platea si aspettava i “2000 and beyond” del catenaccio in Piazza Capograssi (nella foto)), che pare sia stata anche una ideazione della stessa Paola Pelino, sebbene rivendicata da altri (oppure era la presidenza del Parco nazionale? dopo tanti anni facciamo un po’ di confusione).

Gerosolimo pensava che duemila fossero i voti in dote di Paola Pelino e invece è solo il catenaccio in Piazza Capograssi

E lo stesso Gerosolimo realisticamente si aspettava almeno una metà: 1000 fanno sempre comodo. Invece, per mantenersi in linea con l’orario e la data, solo sei, che non attingerà neppure dalla fabbrica di confetti, della quale non fa più parte. La sua modestia nei toni è stata interpretata come cartina di tornasole dello scarso entusiasmo in questa nuova avventura politica. Non ha detto che il suo esempio era Remo Gaspari, come fece senza ricordare quale fosse il contesto di certi interventi. Non ha detto che ha soppresso il tribunale di Sulmona nel 2011; oppure che ha applaudito un Minzolini appena condannato per peculato; oppure che ha partecipato ad una manifestazione eversiva davanti al Tribunale di Milano del genere di quella preconizzata da Nanni Moretti nel film “Il Caimano”, senza neppure lucrare il beneficio riservato alla Casellati che, pur dopo quella scena, è andata a occupare la seconda carica dello Stato, presidente del Senato. Insomma, la figura vincente che infervorasse gli oltre cento candidati del raggruppamento delle sette non c’è stata. E soprattutto di fronte alla concretezza prezzana non ha neppure prospettato in grandi linee a quanto ammonti il suo contributo di voti, se non proprio “2000 and beyond”.