DA MORRA RASSICURAZIONI O ALLARMI

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IL PRESIDENTE DELLA COMMISSIONE PARLAMENTARE ANTIMAFIA A PALAZZO SAN FRANCESCO GIOVEDI’ POMERIGGIO

21 SETTEMBRE 2021 – Il sen. Nicola Morra, presidente della Commissione parlamentare antimafia, sarà al cortile di Palazzo San Francesco giovedì 23 settembre alle ore 16. La sen. Gabriella Di Girolamo del Movimento 5 Stelle e l’avv. Teresa Nannarone del Pd, che interverranno all’evento, sottolineano come la partecipazione sia stata estesa “a tutti i candidati sindaco e all’intera cittadinanza”. L’occasione sarà utile anche per “capire come i singoli cittadini possano imparare a riconoscere i segnali della presenza della criminalità e quindi prevenirne il radicamento con le conseguenze che conosciamo: dallo spaccio al traffico illecito di rifiuti, dall’usura alle estorsioni, dagli incendi al riciclaggio”.

 Il “prima e dopo” della campagna elettorale a Sulmona sarà segnato da questa visita. Giovedì le forze politiche dovranno manifestare la propria posizione su un tema centrale del futuro della città: dovranno affermare il rischio che la Valle Peligna sia avvolta dalle spirali della criminalità organizzata.

Oppure negarlo.

Alcune potranno ancora dire che evocare il pericolo che le attività economiche siano attratte dal malaffare sia di per sé una perdita di chance per l’economia e la vita sociale; però dovranno al tempo stesso spiegare perché alcune inchieste di magistrati inquirenti di altre regioni d’Italia sulla malavita organizzata abbiano centrato il proprio obiettivo anche in Valle Peligna. E dovranno rispondere affermando che nessuno dei propri candidati ha centri di interesse comune con personaggi che agiscono da dentro, ma soprattutto da fuori (dopo esservi stati dentro), del carcere di Via Lamaccio.

Non risultano precedenti di visite di un presidente della commissione parlamentare antimafia durante la campagna elettorale. E tutto si può fare, tranne trincerarsi dietro la favola dell’”isola felice”, che è stata definitivamente infranta da quanto abbiamo saputo negli ultimi anni: incendi degli automezzi del Cogesa, opachi incarichi all’interno di qualche cooperativa che ha collaborato con enti pubblici, incendio del Morrone innescato da più fronti, quindi con un disegno criminoso che non ha eguali per preordinazione.

Bisognerà schierarsi dalla parte dei negazionisti oppure dalla parte di chi chiede che si rendano definitivamente noti i risultati delle inchieste che dalle Procure antimafia o di altre magistrature inquirenti sono state avviate. Chiedere a Morra se ci siano degli allarmi che riguardano l’Abruzzo e Sulmona è il primo passo per ripulire questi territori dall’ombra delle connessioni malavitose, fin quando si è in tempo. Quell’ombra è il deterrente più forte per una ripresa economica che sia sostenuta da imprenditori liberi e protetti dalle incursioni di ambiti altrove consolidati.

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