6 NOVEMBRE 2021 – Acqua ce n’è, ma il progressivo aumento del fabbisogno impone di ridurre gli sprechi, che sono anche gli usi non necessariamente potabili. Nel 2030 il fabbisogno di acqua potabile della regione Abruzzo sarà di 13.726 litri al secondo, quantità destinata a salire fino a 16.118 litri al secondo se si tiene conto di portate integrative per il turismo lungo la costa e per eventuali insediamenti industriali con un volume d’acqua erogato di 269 milioni e 774 mila metri cubi.
Il portavoce del Forum H2O, Augusto De Sanctis, “sarebbe opportuno capire come si è arrivati all’epoca a questo fabbisogno, se includendo una quota industriale che, ad esempio, può essere soddisfatta con acqua di minor qualità. Infatti in base a questi calcoli verrebbe fuori un fabbisogno pro-procapite di 860 litri/die, lontano anni luce dai 120-140 litri pro-capite/die dei paesi non europei cui dovremmo cercare di allinearci. In questi anni sull’idropotabile abbiamo messo in rete oltre 400 litri pro-capite al giorno, di cui solo 220-230 sono arrivati nelle case, per via delle perdite della rete e degli usi non tracciati. Una disponibilità comunque importante, al netto della siccità di quest’anno, che ci dice che l’acqua potabile va gestita meglio, limitandone l’uso esclusivamente per soddisfare i diritti primari, impiegando acqua di minor qualità per tutti gli altri usi e assolutamente recuperando le perdite della rete. E anche sugli usi primari si deve puntare sulle tecnologie per il risparmio. Dobbiamo ricordare che l’acqua captata alle sorgenti ha un costo sia in termini strettamente economici sia in termini ambientali in quanto viene sottratta ai fiumi che oggi sono in sofferenza tra tutte le varie captazione“.
Nella foto del titolo le sorgenti del Cavuto ad Anversa degli Abruzzi






