TOH, QUEST’ORDINE DEL GIORNO SUL METANO SA DI BRUCIATO

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DAL COMUNE NESSUNA RISPOSTA ALLA DENUNCIA DEGLI AMBIENTALISTI

7 luglio 2022 – Può succedere che da un ordine del giorno si… stacchi un pezzo e che quello che è scritto sia di meno di quello che il Consiglio comunale voleva dire e ha detto. I comitati cittadini per l’ambiente sono andati a vedere l’ordine del giorno sulla centrale turbogas del Nucleo industriale. Ricordavano che si era articolato un preciso concetto per riprodurre nel documento la contrarietà del Comune a quell’impianto; ed era poi l’argomento che il consigliere Maurizio Proietti aveva proposto, per segnare come una pietra miliare il dissenso, che non era un capriccio, ma la logica conseguenza della valutazione sua e di altri medici sugli effetti dannosi alla salute dei più fragili e anche dei meno fragili.

Quindi, adesso il Comune non è contrario: o, almeno, la sua contrarietà non risulta da nessun atto. Anzi, si può dire che, proposta una stesura che scolpiva il rifiuto del Comune alla centrale a gas, il fatto che l’ordine del giorno finale (quello pubblicato all’albo pretorio) non contenga questo riferimento ha un significato ben preciso, secondo la tecnica dell’interpretazione degli atti amministrativi e legislativi.

La denuncia di questo paradosso (e anche di questo schifo) è venuta da diversi giorni, ma dal Comune nessuno si è mosso per rettificare e, in particolare, per correggere questa insulsa stesura finale dell’ordine del giorno. In Consiglio comunale Vittorio Masci ha detto che non si fa dettare i documenti da Mario Pizzola. E fa male, perché qualcosa in fatto di politica per la tutela dell’ambiente potrebbe imparare. Ma, a parte la posizione del candidato sindaco perdente (a questo punto personalissima e forse dettata dal rosicamento politico di constatare come questi ambientalisti rubino sempre la scena a lui che naviga in genere negli angoli), occorrerebbe sapere qualcosa di più della posizione del sindaco vincente. Possibile che non sia andato a leggere all’albo pretorio e non si sia reso conto che l’ordine del giorno era diverso? E, in definitiva, Gianfranco Di Piero è favorevole o contrario alla mega centrale che, in combine con quella della SNAM, potrebbe trasformare la Valle Peligna in una camera a gas?

Nella foto del titolo: la protesta contro una centrale di gas di quattro anni fa

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