Nel 1970 Ennio Flaiano su “L’Espresso” trovò spunti dal Codice della Strada:
“Dove però la prosa dei legislatori si innalza, rifacendosi ai nostri classici recenti (penso al Fucini, penso al D’Annunzio) per un senso agreste e desolato che pervade ed illumina il quadro, è nell’art. 131: “Gli armenti, le greggi e qualsiasi moltitudine di bestiame… non possono restare sulle strade e, di notte, debbono essere preceduti da un guardiano che proietta anteriormente luce bianca, e seguiti da un altro guardiano che proietta posteriormente luce rossa”. Vedete già la scena: vanno in Maremma! Oh perché non son io co’ miei pastori?”






