L’ASINA ROSINA TIRAVA QUEL CARRO E GILDA L’AIUTAVA DALLA CARTIERA A VIA JAPASSERI

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MAGIA DI UNA FOTO CINQUANT’ANNI DOPO: LE RELAZIONI TRA LA CAMPAGNA E I BORGHI CITTADINI

14 MARZO 2023 – “Alla redazione. Mi chiamo Gilda Scudieri, abitavo in via Japasseri n.3, ho riconosciuto il carretto del mio carissimo papà e la porta della stalla. Si chiamava Pasquale Scudieri, era un contadino innamorato del suo lavoro. Ricordo che quando si tornava dal Torrone, scendevamo dal carretto all’altezza del mattatoio, per poi aiutare l’asina Rosina, spingendo, ad affrontare la salita davanti ai Vigili del fuoco. Avevo 18 anni nel 1976, frequentavo il liceo scientifico di Sulmona. La domenica pomeriggio aiutavo i miei a confezionare le zucchine nelle cassette che i grossisti avrebbero portato al mercato generale di Roma. Non mi dilungo ancora. Voglio solo dire che Via Panfilo Scudieri prende questo nome dallo zio di papà, come riportato anche dal prof. F.V.Maiorano nel suo libro STRADEMECUM. Gradirei sapere se conoscete l’autore di questo scatto. Grazie tante. Mi avete emozionato”

Ecco: avevamo dimenticato che la differenza tra i mezzi di trasporto di allora e quelli in lamiera, gomme e vetri di oggi sta anche nel fatto che quelli si riconoscono a distanza di cinquanta anni pur senza… targa. E’ un’emozione anche per noi che quello scatto di tanti anni fa susciti un mondo che girava intorno a quelle ruote e per quelle ruote, quasi che a ridosso della cinta muraria ad est della città si riproducesse un ambiente leopardiano, ove ognuno “s’affretta e s’adopra di finir l’opra anzi il chiarir dell’alba”, in vista della destinazione al mercato generale di Roma.

Il riferimento all’altra parte di Sulmona, quella che andiamo riscoprendo in questi giorni, serve anche a comprendere l’osmosi tra la città e la campagna, al di là di ogni confine di borgo o quartiere: una relazione che si potrebbe recuperare, se sul palazzo di città stazionassero falchi invece di cornacchie.

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