LA PRESENTAZIONE DEL CANDIDATO DELLA DESTRA SOCIALISTA E ANTIFASCISTA – LA QUESTIONE DEL TRIBUNALE E I BARCOLLAMENTI DI MINISTRI, QUESTI SI’ SINISTRI
6 FEBBRAIO 2025 – Domani sarà presentato il candidato sindaco del raggruppamento Forza Italia, Fratelli d’Italia, Udc, Civici (per modo di dire), con probabile ruota di scorta di Bruno Di Masci che si differenzierà nella prima fase e poi, come già accaduto per l’esperienza di Anna Maria Casini, si darà anima e corpo ai Civici, non per modo di dire.
Luca Tirabassi rischia parecchio. E questo va a suo onore.
Non rischia di non essere eletto perché peggio di questa Destra c’è solo questa Sinistra, che non riesce neanche a scegliere il proprio candidato e, con la giustificazione (foglia di fico) di non farselo imporre dall’alto dall’Aquila come è stato per la cosiddetta Destra, non lo individua neanche dal basso.
Rischia perché, da presidente dell’Ordine degli Avvocati, insieme ai presidenti di Avezzano, Lanciano e Vasto, sta conducendo da anni una battaglia per la conservazione del tribunale e lo spinterogeno della maggioranza socialista e missina è lo stesso Andrea Gerosolimo, che quando era candidato sindaco nel 2021 disse che la priorità non era il salvataggio del tribunale di Sulmona. Delle due l’una: o Tirabassi rinuncia alla battaglia per salvare il tribunale, restando in linea con il suo maggiore elettore, oppure la prosegue, ma fa come faceva Franco La Civita per l’istituzione del capoluogo di provincia a Sulmona. Si agitava tanto in spedizioni al Consiglio regionale a Pescara e a Montecitorio a Roma con pullman al seguito, ma sotto sotto rispettava il disegno del suo capo Remo Gaspari di non istituire altre province in Abruzzo per non recar dispiacere (e perdere voti) nelle città che sarebbero rimaste escluse.
Tra la pantomima di Franco La Civita e quella che dovrebbe allestire Luca Tirabassi c’è una differenza di tempi. E non tanto perché gli elettori degli anni Ottanta erano più boccaloni di quelli di adesso, quanto perché il tribunale di Sulmona sarà chiuso il 31 dicembre del 2025 e non usufruirà della proroga che proprio questa sedicente Destra ha concesso per altri tribunali nelle stesse condizioni, con la promessa di emanare una legge per i quattro tribunali abruzzesi che non saranno prorogati, ma definitivamente salvati. Nell’ambito della Destra sedicente tale, se ne dicono di tutti i toni, adesso soprattutto carnascialeschi, con un ministro che smentisce l’altro e tutti insieme smentiscono Meloni sull’affaire del libico massacratore. Tirabassi non può contare neanche sulla statura di un ministro della giustizia: Carletto mezzolitro Nordio un paio di mesi fa ha fatto pubblica confessione di rischiare di dire baggianate, ma di poterle attribuire al vino che stava per bere. L’altro giorno ha detto in parlamento, restando serio, che la richiesta di arresto del libico torturatore era scritta in inglese, onde non poteva essere valutata subito (segno evidente che il vino lo aveva già bevuto, in quella circostanza).
Il I gennaio sulla sedia di sindaco ci sarà proprio Luca Tirabassi, che qualche difficoltà potrebbe averla, a giustificare un eventuale tonfo della sua parte politica per una legge che non si farà in tempo ad approvare e che pare non abbia preso neanche il cammino decisivo in Parlamento. Non potrà prendersela neppure con Guido Liris, che nel frattempo, con tutta la compagine di Fratelli d’Italia che non mette al primo posto nella caratterizzazione di un uomo e di un politico l’auto-certificazione di antifascismo, potrebbe avere qualche dissenso sul modo di condurre il 25 aprile di chi si dichiara a piene mani socialista e dà l’antifascismo per scontato. E così Tirabassi si troverebbe da solo con Gerosolimo, che i tribunali li avrebbe già impacchettati da anni. Tra l’altro, Tirabassi dovrà barcamenarsi pure con la Sinistra, se vuole che compia passi avanti proprio quella proposta del sen. Fina, del Pd, di ben due anni fa, quindi precedente allo specchietto per le allodole escogitato dalla Destra per far passare sotto silenzio la proroga ai tribunali non abruzzesi. E da sindaco potrà pure dichiararsi antifascista, ma non anti Pd, che quella proposta di salvataggio permanente almeno ha avanzato, al contrario della sedicente Destra a spinterogeno gerosolimiano. Oppure, ispirandosi all’eremo del Morrone, farà la grande rinuncia all’apporto… sinistro solo perchè viene dagli avversari?
Per capire dove andrà a parare questa pseduo battaglia per la tutela del tribunale basterà riscontrare, dalle prossime ore, quanti riferimenti Tirabassi farà al tema; e i toni che userà per prendere impegni che gli potrebbero essere rinfacciati il I gennaio.
Dalla sua ha il fatto che i Sulmonesi dimenticano presto. Dimenticarono la rivolta borghese del 1957 e non si curarono neppure della proposta compensativa di istituire la provincia di Sulmona, sostenuta dalla deputata Filomena Delli Castelli l’anno successivo; dimenticarono la soppressione dell’Adriatica Componenti Elettronici (che dava lavoro a mille operaie…) e non si curarono del fatto che la CGIL si battè con i coltelli ai denti per salvare altre industrie della Siemens in Italia; dimenticarono la pantomima di Franco La Civita-Remo Gaspari per istituire la provincia di Sulmona negli anni Ottanta. Sarà un po’ difficile che dimentichino, all’alba del 2 gennaio, di trovare solo stanze vuote in quello che, c’è da giurarci, si chiamerà ancora a lungo “Palazzo di Giustizia” per dare il tono di città ad un borgo di pensionati.







