QUANDO DA ANVERSA A CELANO I VIAGGIATORI SARANNO PORTATI DALLE AQUILE

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PARADOSSALI ANNUNCI DELL’ING.MACELLO SUL CANTIERE DELLA FERROVIA DA PESCARA A CHIETI – LE SCORCIATOIE PER INCASSARE I FONDI DEL PNRR E LA MEDIA DI 100 ALL’ORA SUI TANTI “CASSANDRA CROSSING”

L’ing. Vincenzo Macello, commissario straordinario per il completamento delle opere di velocizzazione sulla ferrovia Roma-Pescara, era presente sul cantiere avviato martedì scorso. Si spenderanno per i primi due lotti (da Pescara a Chieti) 480 milioni di euro. A maggio sarà presentata la conferenza dei servizi anche per gli interventi sul tratto da Avezzano a Roma. Tutti i lavori dovranno portare alla riduzione dei tempi di percorrenza da Roma a Pescara dalle attuali 3 ore e 30 a 2 ore.

Come un’aquila dall’ampia portata di ali, Rete ferroviaria italiana balza da Chieti ad Avezzano e non si posa su nessuna delle asperità del tracciato ferroviario intermedio. L’aquila lo può fare, i viaggiatori del percorso di 130 anni fa, no. Nessuna delle decine di gallerie sarà sostituita da tunnel che, collegando quote più basse, eliminerebbero minuti preziosi della percorrenza; nessun ponte dalle pendenze assurde consentirà transito di convogli veloci, a meno di repliche di “Cassandra Crossing” (nella foto del titolo). Sulle salite per Prezza e Goriano Sicoli, continueranno ad arrancare treni che mai porteranno a tempi di percorrenza alternativi a quelli dell’autostrada che sfiora in più punti la linea ultracentenaria. Ma, ciò nonostante, si parla ancora di due ore per percorrere, a completamento dei lavori, i 240 chilometri, che, con le modeste rettifiche da Avezzano a Roma, saranno ridotti di poco. E’ pensabile che sulla Roma-Pescara dell’anno 2028 (termine di completamento dei lavori, almeno sulla carta), i treni sfrecceranno a 110 all’ora da Bugnara a Celano? Ed è pensabile che lo faranno nel 2040 o nel 2050, se non si progetta neppure il tunnel risolutivo, quello da Anversa a Celano? Anche un’aquila può chiedersi come fanno quei cinque o sei vagoni che arrancano dopo Anversa o a Riofreddo a conservare la media di 110 all’ora, comprese le tre fermate previste.

Per incidere sul nodo della lentezza, si dovrà lavorare in segmenti che, tra l’altro, non risentono di alcuna opposizione dei residenti nelle zone ad alta densità abitativa. La gretta polemica che Marco Marsilio ha voluto sfoggiare ieri l’altro contro i manifestanti è un chiaro diversivo, per non dire che, così come saranno realizzati, i lavori sulla Roma-Pescara tradiscono l’obiettivo della effettiva riduzione dei tempi e servono solo da metropolitana di superficie per brevi tratti. Le fanfaluche, purtroppo sbandierate senza realismo anche dal governo Conte, in ordine all’”Alta velocità” su una linea di montagna mai rettificata, sono servite ad agganciare i modestissimi lavori tra Pescara e Chieti e tra Roma e Tivoli al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, per prendere i fondi europei, così come, sul versante della Giustizia, la riforma degli adempimenti processuali del 2023 è stata una mascherata per articolare modelli teorici che non contemplano che, segando i tempi previsti sulla carta per la smania di considerare gli avvocati come peli superflui, non si riducono i tempi necessari per l’emanazione di ragionate sentenze. Infatti, sui termini effettivi di deposito delle sentenze nessuno interviene: dai 15 giorni previsti, superano spesso l’anno. Intanto, i fondi del Pnrr, con le mascherate del Ministero dei trasporti e di quello della Giustizia, vengono incassati; ed è quello che evidentemente conta nell’epoca delle truffe.

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