A L’Aquila trovate le bombe ma manca il cratere

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7 MAGGIO 2014 – Nove bombe inesplose della Seconda Guerra mondiale sono state recuperate in due frazioni dell’Aquila dagli artificieri del 6/o Reggimento Genio Pionieri di Roma.

Si tratta di un proiettile da mortaio statunitense, trovato a Paganica sulla strada e inesploso, e uno di cannone da 75 millimetri di fabbricazione italiana, scoperto a Monticchio, dove sono state recuperate anche sette bombe da mortaio Brixia.

Parliamo di bombe? Come non pensare ad un cratere? Adesso si costituirà un altro cratere: quello bellico e Cialente, sindaco dell’Aquila, si dimetterà se entro il termine per il pagamento delle ritenute dei sostituti d’imposta, il 16 maggio, non sarà versata alla città, per la ricostruzione post bellica, una aliquota non inferiore al 99% di tutto il gettito. Oppure, in alternativa, andrà deliberata una tassa di scopo di pari ammontare: l’essenziale è che Renzi non si faccia venire idee strane limitando a ottanta euro al giorno i fondi alle famiglie aquilane. Poi il 17 ritirerà le dimissioni. Il 18 toglierà da tutti i palazzi pubblici di città il tricolore sabaudo, che nel frattempo avrà fatto issare per sottolineare la protesta diacronica: è tutta l’Italia, dalla sua costituzione, che  è in debito con L’Aquila (v. “A L’Aquila si introduce la tariffa del tricolore”, nella sezione SPIGOLI  di questo sito) .

E il giorno dopo la sen. Stefania Pezzopane asfalterà quello dei palazzi romani che si opporrà al convogliamento di nuovi fondi per la ricostruzione di Amiternum com’era ai tempi di Cicerone (v. “Premiata ditta Pezzopane Asfalti Bituminosi” nella sezione INQUIETANTI VERITA’ di questo sito). E così, di questo passo, trasformando le difficoltà in opportunità: non è quello che L’Aquila fa dal XIII secolo?

Per Sulmona condizione per entrare a far parte del cratere è che le bombe esplodano prima di essere rinvenute e che le schegge vengano ritrovate nelle due ore successive e ricomposte, senza che ne manchi una, pena l’esclusione dal cratere. “Amici sulmonesi – sembra sottolineare Massimo Cialente –  non vi è bastato vedere che anche la cervellotica delimitazione del cratere che parte dall’Aquila  e finisce a Popoli, per poi saltare Sulmona e riprendere da Bugnara, è stata ritenuta giusta dal Consiglio di Stato? “L’Etat c’est moi – sostiene Giovanni Lolli dopo aver detto “L’Aquila prima di tutto” (v. “Di fronte all’Aquila tutto passa in secondo piano”, nella sezione INQUIETANTI VERITA’ di questo sito) – figuriamoci un Consiglio di Stato di chi possa essere”.