
Un TIR di pestiferi rifiuti lungo la strada dall’Aquila
NUOVO INGRESSO NEL “COGESA” PER RADDOPPIARE I CONFERIMENTI A “NOCE MATTEI”
29 GENNAIO 2018 – Il Comune dell’Aquila, con la sua ASM anche per lo smaltimento dei rifiuti urbani, è entrato a far parte del “COGESA”, cioè il consorzio che gestisce l’impianto di “Noce Mattei” ai piedi del Morrone e ai confini con il Parco Nazionale della Majella. Secondo stime che debbono essere verificate (ma che non si discosteranno molto dal reale, semmai un dieci per cento) la massa di rifiuti che perverranno dal capoluogo di regione sarà uguale a quella che finora l’impianto riceve dai sessanta comuni che compongono il consorzio. Pare, inoltre, che i rifiuti, una volta trattati, non proseguiranno per l’impianto di Forli nel Sannio; rimarranno nella discarica di “Noce Mattei”.
Proviamo ad immaginare cosa sarebbe successo a chi avesse previsto, appena una ventina di anni fa, che Sulmona avrebbe ricoperto il ruolo di discarica dei rifiuti dell’Aquila perché il capoluogo si dota di università, uffici regionali, industrie di alta tecnologia e non sopporta di tenere i propri rifiuti non diciamo a tre chilometri da Piazza Duomo (come a tre chilometri da Piazza XX Settembre si trova “Noce Mattei”), ma a Barisciano oppure a Fonte Vetica. La persona che avesse fatto una previsione del genere sarebbe stata tacciata di vetero-campanilismo, di possedere la vocazione di attaccabrighe, di visionario in mala fede, di violentatore della pace tra città della stessa regione.
Eppure a questo siamo arrivati e il territorio della Valle Peligna, con tutti i suoi limiti sotto il profilo ambientalistico (perché è di fatto un fondo-valle dal modestissimo ricambio d’aria) servirà, proprio lì dove finiscono le case della zona nuova, a raccogliere rifiuti di tutti i generi che il capoluogo di regione ha volutamente escluso dalla propria programmazione ed ora conferisce a costo zero nel territorio di Sulmona.
Certamente è questo un punto di arrivo in perfetta sintonia con l’inettitudine e sotto certi aspetti la mala fede dei rappresentanti politici degli ultimi venti anni, che sull’argomento non rispondono neppure alle critiche della popolazione: motivo in più per non votare, il 4 marzo, i partiti che li hanno espressi, da Forza Italia al PD, alle scelte civiche varie. Chi li vota, ormai, non può non ritenersi responsabile, insieme a queste facce di bronzo, del profondo degrado del centro-Abruzzo. E con loro quanti non andranno a votare, lasciando campo libero e quindi rafforzando le clientele e le svendite del territorio.






